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	<title>Cinecircus &#187; Visti</title>
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	<description>Tutto il cinema senza rete!</description>
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<title>Cinecircus</title>
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		<title>Notte folle a Manhattan</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 11:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Assurdo, ma non per questo sgradevole o fastidioso&#8230; divertente proprio perché assurdo. “Notte folle a Manhattan” è un film surreale, quasi inverosimile, però carino, simpatico e divertente. Bravi gli attori a mettere in scena le incertezze e le monotonie coniugali della coppia media e a vestire d’ironia anche scene piene d’azione. Per fortuna, per ritrovare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Assurdo, ma non per questo sgradevole o fastidioso&#8230; divertente proprio perché assurdo.</strong></span></p>
<p><strong>“Notte folle a Manhattan” è un film surreale,</strong> quasi inverosimile, però carino, simpatico e divertente. Bravi gli attori a mettere in scena le incertezze e le monotonie coniugali della coppia media e a vestire d’ironia anche scene piene d’azione.</p>
<p>Per fortuna, per ritrovare la passione di un tempo, non c’è bisogno di rischiare di passare all’altro mondo in una nottata di sparatorie e demenzialità.</p>
<p><strong>LA TRAMA</strong></p>
<p>Claire e Phil Foster sono una coppia come tante: sveglia presto, bambini iper-attivi e rompiscatole al punto giusto, vita ripetitiva e babysitter usuraia.</p>
<p>I Foster vogliono trascorrere una serata diversa e frizzante (speriamo di passarla anche noi al cinema) e per questo si tirano a lucido e partono alla volta di New York per cenare in uno dei locali più alla moda della Grande Mela.</p>
<p>Poiché per recuperare un tavolo il tempo d’attesa è pari al mesozoico, i due decidono di appropriarsi della prenotazione di un’altra coppia ed iniziano a mangiare come se tornassero in quel momento dall’attraversamento a piedi del Sahara.</p>
<p>Una volta pieni e vergognosamente alticci, Phil e Claire vengono avvicinati da due loschi uomini che, minacciandoli con delle armi, gli ordinano di restituire loro una certa chiavetta USB.</p>
<p><strong>E’ chiaro che c’è un equivoco e che sono stati scambiati per la coppia assenteista del ristorante.</strong></p>
<p>Qualunque persona normale avrebbe provato a spiegare il malinteso ma, dopo gli effimeri tentativi, il marito fa credere di essere l’uomo che stanno cercando, salvo scappare con la moglie rincorso dalle pallottole.</p>
<p>I due fuggiaschi chiedono aiuto ad un cliente di Claire, che passerà tutto il film a sbatterci in faccia i suoi unti pettorali. Da qui in poi i Foster dovranno vedersela con strani individui, proiettili, tassisti svitati e locali notturni, il tutto mentre si adoperano alla distruzione totale di New York, riuscendoci in modo più efficace di quanto accade nei migliori film catastrofici.</p>
<p>Alla fine i Foster troveranno la chiavetta e smaschereranno gli scheletri nell’armadio di un importante procuratore pervertito, per il quale si esibiscono in un numero sexy a dir poco riluttante.</p>
<p>Tutto si risolve, i due ritrovano la passione di un tempo e capiscono che non c’è nulla di meglio della semplicità della vita di sempre e dell’amore che provano l’uno per l’altra&#8230;.e della trattoria dietro casa dalla quale non si staccheranno mai più.</p>
<p>Un film carino, divertente, poco impegnativo e ben recitato. Un po’troppo scontato in alcuni tratti, ma ciò non guasta con la leggerezza che, tutto sommato, si prefigge.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Non è un film da esaltare, ma non è certamente un film da disprezzare per una serata diversa…preferibilmente non come quella dei poveri Foster.</strong></span></p>
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		<title>Basilicata Coast to Coast</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 22:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fondato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Premetto che mi è davvero difficile recensire questo film, perchè ho una grandiosa simpatia per Rocco Papaleo: un attore che come pochi mi comunica un senso di profonda familiarità. Sarà la sua estrazione meridionale, sarà la sua simpatia immediata, non lo so. Così mi è difficile dire male di un suo film, il suo esordio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Premetto che mi è davvero difficile recensire questo film, perchè ho una grandiosa simpatia per Rocco Papaleo: un attore che come pochi mi comunica un senso di profonda familiarità.</strong></span> <em>Sarà la sua estrazione meridionale, sarà la sua simpatia immediata, non lo so.</em></p>
<p><em>Così mi è difficile dire male di un suo film, il suo esordio alla regia, per giunta.</em></p>
<p><strong>Eppure questo &#8220;Basilicata Coast to Coast&#8221; non mi ha convinto: </strong>è debole, parte da un&#8217;idea di fondo che definire flebile è poco, ma proprio per questo poteva essere riempita di &#8220;pane, amore e fantasia&#8221;. La storia non decolla, il racconto della splendida Basilicata si riduce ad una rapida carrellata di diapositive in lontananza e non si avvertono sapori e odori, ma sembra di leggere una definizione di Wikipedia sulla Regione.</p>
<p>Il finale vuole essere una virata improvvisa per sviare dalla ovvia conclusione di una delle vicende personali dei protagonisti (non vi svelo quale), <strong>ma lascia un senso di ulteriore incompiutezza. E&#8217; un film che non matura.<br />
</strong></p>
<p><em>Note a margine: la Mezzogiorno sempre più femmina, e Michela Andreozzi (che nel film interpreta la moglie del protagonista) per la quale ho un debole sin dai tempi di Italia 1.</em></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Da vedere, ma solo per amor di patria. E di Papaleo <img src='http://www.cinecircus.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Provaci ancora, Rocco!</span></strong></p>
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		<title>Genitori e figli: agitare bene prima dell&#8217;uso</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 11:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La prima cosa che mi ha incuriosito e avvicinato a questo film è stato il cast, ben nutrito di nomi altisonanti. </em>Attori tra i più quotati del cinema e dello spettacolo italiano, vera garanzia di competenza e professionalità. Quello che più mi ha lasciato sbalordito al riaccendersi delle luci è stato, invece, il modo in cui questi grandi interpreti abbiano fatto da preziosa cornice ad una tela in realtà abbastanza discutibile.</p>
<p><strong>Discutibili sono anche i ruoli dei protagonisti,</strong> recitati in modo ineccepibile, ma che difficilmente suscitano un briciolo di simpatia o partecipazione.</p>
<p>Littizzetto e Orlando nei panni dei genitori che predicano bene e razzolano male, intenti a spolverare i loro numerosi scheletri nell’armadio. <strong>La Buy quasi non pervenuta;</strong> Elena Sofia Ricci, che in due scene complessive riesce a snocciolare un repertorio di parolacce che manco ad una gara di rutti tra scaricatori di porto ubriachi. Propizio fotocopia della fotocopia di se stesso in qualunque “cinepanettone desichiano”, Placido e Fachinetti (figlio di Ornella Muti) messi lì a rappresentare (nel modo peggiore possibile) il dialogo generazionale tra padre e figlio, in un maremoto di ostilità e pregiudizio da far accapponare la pelle.</p>
<p>Agitare bene prima dell’uso, suggerisce solennemente il sottotitolo, ma se c’è qualcosa che non manca in questo film è l’agitazione, a tratti isterismo, di alcuni personaggi.</p>
<h2><span style="color: #ff0000;">LA TRAMA</span></h2>
<p>Tramite il cigolante fuoricampo di Nina (Chiara Passarelli) ci tuffiamo nel suo tema scolastico su “Genitori e figli”, tema in cui la giovane fanciulla ci racconta la sua vita, che per comodità chiameremo: “circolo vizioso di stereotipi e luoghi comuni sui giovani contemporanei, estremizzato in improbabili e imbarazzanti assurdità”</p>
<p>Nina è figlia di separati (Littizzetto e Orlando). Sua mamma è caposala in un ospedale ed intrattiene una relazione clandestina con un collega (Max Tortora); Suo papà invece, pur non essendo Capitan Findus, abita su una barca e, a sua volta, intrattiene una relazione clandestina con una donna (Elena Sofia Ricci). La coppia ha anche un altro bimbo, Ettore, segni particolari: razzista.</p>
<p>Nina non ha ancora avuto la sua prima volta. A rimediare a questa “vergogna” ci sono le sue amiche, campionesse olimpiche di “applicazione del profilattico”, che prendono a cuore le disgrazie della poverina e l’addestrano davanti scuola a cimentarsi nella suddetta disciplina facendo pratica con una carota (o forse era un wurstel?). Dato che “la prima volta è un fatto tecnico e non di sentimento” in questa scuola c’è l’usanza che le ragazzine facciano la fila per essere sverginate da un cinese nella palestra dell’istituto. E io che al liceo per trovare una ragazza avevo bisogno dell’intercessione congiunta della Madonna di Fatima e di quella di Lourdes&#8230;questo non solo ha un’attività ben avviata, ma ha anche la fila davanti alla porta.</p>
<p>Altra scena da non perdere è l’apparizione messianica di Gianna Nannini che, con il suo cammeo, ci ricorda che basta un autografo a capire che in fondo genitori e figli si vogliono bene, anche se hai sputtanato pesantemente tuo padre su youtube. Tra incomprensioni, riappacificazioni e situazioni surreali, Nina riesce a trovare il ragazzo giusto con cui compiere il grande passo, anche grazie all’aiuto della nonna che, in punto di morte, riesce a riavvicinarsi a suo figlio, che fino al giorno prima parlava di lei come Lucifero in gonnella.</p>
<p>Attorno al plot si sviluppano marginalmente anche altre vicende genitore-figlio, in cui i ruoli si capovolgono a ricordarci che, tra contraddizioni e sbagli da entrambi i lati, nulla può rompere realmente il legame profondo che c’è tra i genitori e i propri figli.</p>
<p>Il film, oltre a mostrare una miriade di situazioni sconcertanti (stendiamo un velo pietoso sul fatto che la ragazzina, pur di uscir la sera, rifila al fratello xenofobo una dose equina di tranquillanti aspettando che crolli letteralmente a terra), guarda al mondo dei giovani con estrema superficialità. Ciò traspare sia dalle battute più insignificanti, sia da quelle più centrali. La cosa che lascia allibiti è che molte frasi sembrano apparentemente casuali ma, a rifletterci bene, sono usate proprio per il preciso scopo di sottolineare un modo di essere dei giovani superficiale ed immaturo.</p>
<p><strong>Quando capiranno che i giovani d’oggi non sono tutti così?</strong> Quando smetteranno di dipingere i giovani come superficiali quando i primi ad essere superficiali sono proprio loro che si ostinano a rappresentarci così? Capisco che molti giovani sono davvero così, ma caspita, ce ne fosse uno nel film che non ricalca questi canoni. Ce ne fosse uno che rappresenta il vero lato dei giovani, quello della maggioranza, quello meno facile e scontato da rappresentare. Il lato più bello, più sensato e più profondo di un mondo da sempre sottovalutato, che ha non tanto, ma TANTISSIMO, da dire e da dare… e mi sorprende che una personalità attenta, qual è Veronesi, non l’abbia tenuto in considerazione.</p>
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		<title>L&#8217;uomo nell&#8217;ombra</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 00:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fondato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lasciamo perdere le questioni private e giudiziarie di questo regista e restiamo ai fatti: Roman Polansky è semplicemente un genio, uno di quei registi capaci di assorbire le atmosfere di un romanzo e restituire agli spettatori quella stessa letteratura di cui sono intrise le pagine lette. E di letteratura, di fatto, si parla in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lasciamo perdere le questioni private e giudiziarie di questo regista e restiamo ai fatti: Roman Polansky è semplicemente un genio,</strong> uno di quei registi capaci di assorbire le atmosfere di un romanzo e restituire agli spettatori quella stessa letteratura di cui sono intrise le pagine lette.</p>
<p><strong>E di letteratura, di fatto, si parla in questo film</strong> dal sapore hitchcockiano: la letteratura che nobilita, che millanta, che svilisce una persona e può riscattarla. Il personaggio principale è il classico vaso di coccio capitato controvoglia in una storia che da subito sembra più grande di lui: stimolato ai limiti dell&#8217;aggressione da un agente troppo &#8216;rampante&#8217;, non ha il tempo di decidere per lui e affronta l&#8217;impresa di riscrivere una enorme biografia in poco meno di un mese.</p>
<p><strong>La vita di una persona è ciò che si intuisce tra le righe, </strong>e molti particolari che sembrano secondari finiscono per emergere in tutta la loro drammaticità: il regista si sistema in mezzo, tra la storia e le vicende dei personaggi (privati ad arte di ogni contesto, sotto un cielo plumbeo e piantati su platee teatrali fatte di mobili minimalisti), e finisce per renderci fuggiaschi.</p>
<p>Film splendido che rende davvero l&#8217;idea di quanto sia diversa la cinematografia degli esordienti da quella delle vecchie volpi. <strong>Consigliatissimo.</strong></p>
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		<title>Italians</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 12:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piera Scalise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Italians è un film dei De Laurentis, diretto da Giovanni Veronesi, con Carlo Verdone, Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio. Vi aspettavate un&#8217;introduzione meno stringata di questa per raccontare il film? Beh, io mi aspettavo un film più &#8216;stringato&#8217; su molti aspetti: è bello restare sorpresi, non trovate? Il film è diviso in due episodi: Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Italians</strong> è un film dei De Laurentis, diretto da <em>Giovanni Veronesi</em>, con <em>Carlo Verdone</em>, <em>Sergio Castellitto</em> e <em>Riccardo Scamarcio</em>. Vi aspettavate un&#8217;introduzione meno stringata di questa per raccontare il film? <span style="color: #ff0000;"><strong>Beh, io mi aspettavo un film più &#8216;stringato&#8217; su molti aspetti: è bello restare sorpresi, non trovate? <img src='http://www.cinecircus.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </strong></span></p>
<p><strong>Il film è diviso in due episodi: Il primo</strong> racconta di Fortunato (Sergio Castellitto), un camionista che trasporta Ferrari rubate dall&#8217;Italia all&#8217;Arabia Saudita. Nel suo ultimo viaggio prima di andare in pensione, decide di portarsi Marcello (Riccardo Scamarcio), per insegnargli il mestiere. Molti imprevisti accompagnano il viaggio, ma il più grande, per Fortunato, si presenta quasi alla fine&#8230;</p>
<p><strong>Il secondo</strong> episodio descrive la storia di Giulio (Carlo Verdone), un famoso dentista depresso a causa della separazione con la moglie. &#8220;Costretto&#8221; da un collega ad andare ad un convegno a San Pietroburgo, si ritrova a vivere degli spiacevoli incovenienti, che comunque gli riservano un bell&#8217;incontro.</p>
<p><strong>Sul serio, mi aspettavamo molto meno da questo film. </strong>Il classico film  per fare quattro risate, forse anche un pò stupido, che avrebbe  raccontato i soliti stereotipi italiani (qualcuno c&#8217;è, tipo gli italiani  che non sanno parlare bene in inglese, gli italiani popolo di canzoni e  litigiosi ecc).</p>
<p><strong>Italians non è stato un racconto di  stereotipi però:</strong> <em>Un film molto simpatico</em> (sopratutto il  secondo episodio), che non attraversa mai il limite della volgarita e  non infastidisce proprio mai mai!</p>
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		<title>Ex</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 14:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fondato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla regia di Fausto Brizzi nasce Ex, un film che dovrebbe essere definito una commedia. &#8220;Dovrebbe&#8221; perchè i momenti di risata si fanno attendere e anche molto: non so se ricordate il trailer del film che fu distribuito all&#8217;epoca, ma se lo avete visto vi ritrovate &#8216;in saccoccia&#8217; già il 90% delle battute della pellicola: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff0000;">Dalla regia di <em>Fausto Brizzi</em> nasce Ex, un film che dovrebbe essere definito una commedia. </span></strong></p>
<p><strong>&#8220;Dovrebbe&#8221; perchè i momenti di risata si fanno attendere e anche molto: </strong>non so se ricordate il trailer del film che fu distribuito all&#8217;epoca, ma se lo avete visto vi ritrovate &#8216;in saccoccia&#8217; già il 90% delle battute della pellicola: è un lavoro poco divertente, che vi consigliamo di rivedere solo in mancanza di meglio (laddove per &#8216;meglio&#8217; si intende anche tagliarsi le unghie).</p>
<p>Probabilmente troppo concentrati sulla scelta dei tanti attori che partecipano al film si sono dimenticati di perdere una mezza giornata per la sceneggiatura. Ultima critica: preferiamo ascoltare musica inedita in un lavoro, in genere, e non musiche già sentite e risentite.</p>
<p>Il film narra le vicende di diverse coppie, tutte colte da divorzi prossimi o già attraversati. Tra giovani innamorati, coppie mature, coppie giovanili e amori apparentemente impossibili, i protagonisti si renderanno conto, che forse l&#8217;amore eterno esiste.Bum.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Davvero incomprensibile il fatto che il film abbia vinto il Nastro d&#8217;Argento 2009 come &#8220;Miglior Commedia&#8221;.</strong></span></p>
<p><strong>Frase da ricordare</strong>: &#8220;<em>A cenerentola&#8230;smettila va che vieni da un 6 &#8211; -</em>&#8220;</p>
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		<title>The Millionaire</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 18:55:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[The millionaire, da noi più conosciuto come &#8220;Chi vuol essere milionario&#8221; è uno degli ultimi film indiani arrivati fin qui da noi, che ha riscosso un gran successo di pubblico e critica, ed è piaciuto anche a me. Si nota subito che non si tratta di un film hollywoodiano: location molto diverse (con uno speciale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>The millionaire</strong>, da noi più conosciuto come &#8220;Chi vuol essere milionario&#8221; è uno degli ultimi film indiani arrivati fin qui da noi, che ha riscosso un gran successo di pubblico e critica, ed è piaciuto anche a me. Si nota subito che non si tratta di un film hollywoodiano: location molto diverse (con uno speciale punto di osservazione sul degrado dell&#8217;India, sempre sottolineato dalla sapiente regia di <em>Danny Boyle</em>), attori diversi, musiche diverse.</p>
<p><strong>Cosa c&#8217;è di male nelle cose diverse?</strong> Niente: infatti tutto questo non deve scoraggiarvi, The millionaire merita di essere visto.</p>
<p>Il film racconta la storia di Jamal Mali (<em>Dev Patel</em>), un bambino che si ritrova a vivere tra le baraccopoli di Bombay, senza genitori, ma con Salim, suo fratello maggiore. Jamal è seduto di fronte al conduttore del noto show televisivo divenuto con gli anni un format mondiale, e gli basta solo rispondere ad una domanda per vincere 1 milione di euro (20 milioni di rupie).</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Ripercorrendo tutte le domande a cui ha già risposto correttamente Jamal racconterà la storia della sua vita e la storia del suo unico e grande amore: Latika (<em>una meravigliosa Freida Pinto</em>).</strong></span></p>
<p><strong>Frase da ricordare</strong>: &#8220;<em>D: Era scritto</em>&#8220;</p>
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		<title>A serious man</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 10:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Castellone</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
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		<description><![CDATA[I Coen l’hanno fatto ancora. Ancora una volta hanno fatto partire la loro magnifica giostra dell’assurdo, lasciando come al solito gli spettatori, una volta finito il film, davanti a un bivio: inserire i due registi nella categoria dei “geni del cinema” oppure in quella dei “pazzi sfrontati”. Ovviamente noi non possiamo propendere che per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Coen l’hanno fatto ancora. Ancora una volta hanno fatto partire la loro magnifica giostra dell’assurdo, lasciando come al solito gli spettatori, una volta finito il film, davanti a un bivio: inserire i due registi nella categoria dei “geni del cinema” oppure in quella dei “pazzi sfrontati”. Ovviamente noi non possiamo propendere che per la prima.</p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>Con “A serious man” i Coen scelgono di affrontare di petto la comunità ebraica americana del ceto medio, quella a cui appartengono e nella quale sono cresciuti</strong></span>. E comunicano questa scelta agli spettatori immediatamente, con un prologo che in un primo momento lascia spiazzati, ma che in realtà annuncia il tema del film e dà una chiave di lettura. Veniamo quindi catapultati in uno <em>shtetl</em> (villaggio) polacco del XIX secolo, dove una coppia di ebrei  &#8211; che parlano l’antichissima lingua yiddish &#8211; è alle prese con un <em>dybbuk</em>, ossia uno spirito di un non-morto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-595" src="http://www.cinecircus.it/wp-content/uploads/2010/01/serious-man.jpg" alt="" width="598" height="316" /></p>
<p>Dopo questa breve parentesi, a tratti inquietante, a tratti esilarante, i Coen stringono la camera sul 1967 e su Larry Gopnik (lo sconosciuto Michael Stuhlbarg), un mite professore di matematica precario di una cittadina del Midwest americano. In particolare si soffermano sulla sua famiglia e le sue disavventure. Tante, in verità. In ordine sparso: la richiesta di divorzio rituale della moglie (Sari Lennick), che gli preferisce il vecchio Sy Abelman (Fred Melamed), la preparazione del <em>Bar mitzvah</em> del figlio Danny (Aaron Wolff), impegnato più che altro a farsi canne e ad ascoltare i Jefferson Airplane, i frequentissimi lavaggi di capelli della figlia Sarah (Jessica McManus), che tra uno shampoo e l’altro continua a spillargli di nascosto soldi nella speranza di una rinoplastica, la cisti sebacea del fratello Arthur (Richard Kind), i ripetuti tentativi di corruzione da parte di uno studente coreano.</p>
<p>E così Larry si rifugia nella sua fede chiedendo consiglio a tre diversi rabbini, con la speranza di riuscire a trovare la chiave d’interpretazione della sua vita. Speranza vana, che lascia Larry (e gli spettatori) con un senso di vuoto e di pessimismo, mettendo tutti di fronte  all’impossibilità di decidere sulla verità assoluta delle cose.</p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>Joel ed Ethan Coen, in forma smagliante in questo film, scelgono Larry come loro bambola voodoo, approfittando poi delle sue reazioni per spiegare (neanche tanto esplicitamente) quanto sia vano affannarsi cercando risposte ai dubbi e alle domande della vita.</strong></span> L’unica risposta la forniscono loro, affidandola proprio al prologo: “Accetta con semplicità tutto quello che ti succede”. Mistici. Geniali.</p>
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		<title>Sherlock Holmes</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 18:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fondato</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[Visti]]></category>
		<category><![CDATA[guy ritchie]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Downey]]></category>

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		<description><![CDATA[Mai crearsi delle aspettative! Eh si, forse ci aspettavamo qualcosa in più dal nuovo film di Guy Ritchie, non che Sherlock Holmes non sia un bel film, tutt&#8217;altro, ma avremmo gradito qualcosa in più. Si sa Londra è una città tanto affascinante quanto pericolosa, e lo era di più a fine Ottocento. Incantevoli e avvenenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Mai crearsi delle aspettative!</strong></span> Eh si, forse ci aspettavamo qualcosa in più dal nuovo film di Guy Ritchie, non che Sherlock Holmes non sia un bel film, tutt&#8217;altro, ma avremmo gradito qualcosa in più.</p>
<p>Si sa Londra è una città tanto affascinante quanto pericolosa, e lo era di più a fine Ottocento. Incantevoli e avvenenti donne si contrappongono a omicidi, sparizioni, decapitazioni e società segrete. Il mitico Sherlock Holmes (Robert Downey Jr.) con il fido Watson (Jude Law), dopo aver risolto il caso di un serial killer e assistito alla sua morte, trova finalmente un intrigo alla sua portata e l&#8217;occasione per poter utilizzare i suoi nuovi oggetti &#8220;high tech&#8221;. Si sussegono così eventi e avvenimenti tanto strani e intricati quanto avvincenti, che portano l&#8217;investigatore ad aiutare Irene Adler (Rachel McAdams) nella ricerca di un uomo, in qualche modo legato al serial killer &#8220;morto&#8221;.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Un film senza dubbio molto avvincente, pieno di azione e suspance, immerso in ottime ambientazioni e superbi attori. </strong></span></p>
<p><strong>Frase da ricordare:</strong> &#8220;Non vi è nulla di più fuorviante dell&#8217;ovvio&#8221;</p>
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		<title>Dieci Inverni</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 18:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Castellone</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Visti]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Ragonese]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Riondino]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è anche qualche autunno tra i “Dieci inverni”, storia d’amore diretta da Valerio Mieli, regista e sceneggiatore alla sua opera prima. Ecco l’unico difetto di questo racconto composto da dieci quadri, presentato lo scorso anno alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Controcampo italiano. Ed è proprio Venezia a fare da sfondo, anche se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000"><strong>C’è anche qualche autunno tra i “Dieci inverni”, storia d’amore diretta da Valerio Mieli, regista e sceneggiatore alla sua opera prima. </strong></span>Ecco l’unico difetto di questo racconto composto da dieci quadri, presentato lo scorso anno alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Controcampo italiano.</p>
<p>Ed è proprio Venezia a fare da sfondo, anche se la laguna qui presentata è spesso deserta, solitaria, a tratti abbandonata, insomma molto diversa da quella dell’immaginario collettivo comune. Tra un giro su un barchino giallo, una corsa in vaporetto e una parentesi a Mosca, ogni inverno ci mostra i due protagonisti, Camilla (<strong>Isabella Ragonese</strong>) e Silvestro (<strong>Michele Riondino</strong>), intenti a stuzzicarsi, evitarsi, amarsi, ingannarsi e vendicarsi reciprocamente.</p>
<p>Ed ogni volta la distanza tra loro cambia: amici, nemici, conoscenti, sconosciuti. Come filo rosso, la loro crescita: da giovani diplomati alla ricerca della facoltà giusta da scegliere (“volevo fare qualcosa di bello, non so,matematica… giapponese…matematica giapponese!”) diventano pian piano adulti, accettando – non sempre in maniera semplice e lineare – le sfide che il tempo gli pone innanzi.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000">A completare il quadro di questa splendida opera prima è Vinicio Capossela che con l’intensissima “parla piano”anticipa una delle scene cruciali del film.</span></strong></p>
<p><a class="highslide" title="39.jpg" href="http://www.cinecircus.it/wp-content/uploads/2010/01/39.jpg" target="_blank"><img src="http://www.cinecircus.it/wp-content/uploads/2010/01/39.jpg" alt="39.jpg" width="130" height="130" /></a><a class="highslide" title="18.jpg" href="http://www.cinecircus.it/wp-content/uploads/2010/01/18.jpg" target="_blank"><img src="http://www.cinecircus.it/wp-content/uploads/2010/01/18.jpg" alt="18.jpg" width="130" height="130" /></a><a class="highslide" title="28.jpg" href="http://www.cinecircus.it/wp-content/uploads/2010/01/28.jpg" target="_blank"><img src="http://www.cinecircus.it/wp-content/uploads/2010/01/28.jpg" alt="28.jpg" width="130" height="130" /></a></p>
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