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	<title>Cinecircus &#187; In sala</title>
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	<description>Tutto il cinema senza rete!</description>
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<title>Cinecircus</title>
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		<title>La nostra vita, una favola dall&#8217;inferno</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 22:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fondato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia torna a vincere premi in campo internazionale: Elio Germano ha trionfato (ex aequo con Javier Bardem) al Festival di Cannes come miglior attore, e lasciateci dire che ha meritato la vittoria.
&#8220;La nostra vita&#8221; è una magnifica prova di neorealismo italiano, un film che (pur con qualche limite nella struttura narrativa, dettato da un eccesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>L&#8217;Italia torna a vincere premi in campo internazionale: Elio Germano ha trionfato (ex aequo con Javier Bardem) al Festival di Cannes come miglior attore, e lasciateci dire che ha meritato la vittoria.</strong></span></p>
<p><strong>&#8220;La nostra vita&#8221; è una magnifica prova di neorealismo italiano,</strong> un film che (pur con qualche limite nella struttura narrativa, dettato da un eccesso di zelo del regista Daniele Luchetti nel voler sottolineare la tematica multirazziale) mostra quanto sia emozionante ed efficace il racconto della realtà di tutti i giorni.</p>
<p><em>La politica di Cinecircus mi vieta di rivelare parti della trama (i films vanno visti in sala, noi raccontiamo solo quelli &#8216;vecchi&#8217;), ma posso provare ugualmente a descrivervi le mie sensazioni.</em></p>
<p><em>Ci sono vicende di vita che ci fanno pensare di essere finiti al centro esatto di una tempesta: </em>ognuno reagisce come può, spesso si cerca di dissociarsi dal dolore e questo non fa che portarci sempre più lontani dagli altri, concentrati sull&#8217;obiettivo di aggiustare un giocattolo irrimediabilmente rotto.</p>
<p><strong>E&#8217; ciò che accade al protagonista del film, </strong>che a sue spese dovrà confrontarsi con una realtà nella quale i ruoli sono pareggiati, e via via si comprende che la tempesta è lì nel cielo tutti i giorni, non fa distinzione di razza e di stato sociale, e che non si hanno alternative valide per farla smettere, nè ali abbastanza grandi da volare sopra le nuvole, ma ci si può abbracciare e stringere, tenendosi per una mano, mentre con l&#8217;altra ci si ripara dalla pioggia.</p>
<p><strong>La famiglia, l&#8217;amore, il denaro, la critica sociale sono temi che si fondono insieme in una pellicola che riesce ad essere insieme italiana ed universale.</strong> Bravissimo Luchetti, bellissima fotografia e prova magistrale di un attore che fa parte ormai della nuova generazione dei grandi interpreti italiani.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Consigliatissimo.</strong></span></p>
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		<title>Piacere, sono un po&#8217; incinta</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 11:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
				<category><![CDATA[In sala]]></category>
		<category><![CDATA[Alex O'Loughlin]]></category>
		<category><![CDATA[Jennifer Lopez]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo ventoso week-end di stress universitario quel che mi ci voleva era un bel filmetto distensivo, leggero e poco impegnativo. Dopo un acceso dibattito di fronte alle locandine del multiplex, tra le frecce di Robin Hood e i principi di Persia, per il bene di comitiva, vince la sfida il bel faccino di Jennifer [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>In questo ventoso week-end di stress universitario quel che mi ci voleva era un bel filmetto distensivo, leggero e poco impegnativo. </strong></span>Dopo un acceso dibattito di fronte alle locandine del multiplex, tra le frecce di Robin Hood e i principi di Persia, per il bene di comitiva, vince la sfida il bel faccino di Jennifer Lopez e “Piacere, sono un po’ incinta”. Film tutto sommato carino, divertente e fresco.</p>
<p><em>Ben recitato da una coppia in cui, stranamente, mi sono simpatici entrambi.</em></p>
<p><strong>Le tematiche del film sono molto più delicate di quello che sembra.</strong> E’ un film che, nella sua estrema leggerezza, fa riflettere molto su un argomento come inseminazione artificiale, ragazze madri e dubbi di coppia.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>LA TRAMA</strong></span></p>
<p>Il film parte con Zoe, una giovane ragazza single, che si trova a riflettere su un lettino d’ospedale dove sta per effettuare l’inseminazione artificiale. Appena uscita dalla clinica incontra Stan, un ragazzo semplice e simpatico che gestisce una bancarella di formaggi. I due cominciano a frequentarsi e presto scocca la scintilla malandrina. Zoe scopre che l’inseminazione ha avuto buon esito, ma lo comunica a Stan solo dopo aver copulato nel ripostiglio delle caciotte ( scena che si candida a pieno titolo ad entrare negli annali di Hollywood). Nonostante i numerosi dubbi, che si moltiplicano con la notizia dell’arrivo di due gemelli, la storia tra i due va avanti, anche grazie all’aiuto di amici, parenti, cagnolini e improponibili componenti del gruppo terapeutico delle “madri nubili e fiere”…mai più senza.</p>
<p>Il lieto fine si respira a chilometri di distanza, ma è un lieto fine per cui si fa il tifo, proprio per la semplicità e la positività dei personaggi.</p>
<p><em>Bravissima e bellissima la Lopez, anche se un po’ stagionata come un pecorino del film. Per lei personaggio azzeccatissimo, recitato con classe, spigliatezza e la giusta ironia.</em></p>
<p>Bella la scelta di raccontare una tematica di così importante rilievo facendo appello a toni leggeri e personaggi comuni: lei impiegata in un negozio di animali, lui principe azzurro con un asino al posto del cavallo bianco. Semplici, umili e di spontanea simpatia. Il modo giusto per rendere il pubblico partecipe ed immedesimabile nel plot.</p>
<p><strong>Un film molto carino, senza troppe pretese ma con tanto appagamento.</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Valutazione più che positiva ed una nota di merito al personaggio più dolce e simpatico del film: il piccolo cagnolino senza zampette i cui occhioni valgono il sorriso di un’intera serata.</strong></span></p>
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		<title>Notte folle a Manhattan</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 11:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[In sala]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Carrel]]></category>
		<category><![CDATA[Tina Fey]]></category>

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		<description><![CDATA[Assurdo, ma non per questo sgradevole o fastidioso&#8230; divertente proprio perché assurdo.
“Notte folle a Manhattan” è un film surreale, quasi inverosimile, però carino, simpatico e divertente. Bravi gli attori a mettere in scena le incertezze e le monotonie coniugali della coppia media e a vestire d’ironia anche scene piene d’azione.
Per fortuna, per ritrovare la passione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Assurdo, ma non per questo sgradevole o fastidioso&#8230; divertente proprio perché assurdo.</strong></span></p>
<p><strong>“Notte folle a Manhattan” è un film surreale,</strong> quasi inverosimile, però carino, simpatico e divertente. Bravi gli attori a mettere in scena le incertezze e le monotonie coniugali della coppia media e a vestire d’ironia anche scene piene d’azione.</p>
<p>Per fortuna, per ritrovare la passione di un tempo, non c’è bisogno di rischiare di passare all’altro mondo in una nottata di sparatorie e demenzialità.</p>
<p><strong>LA TRAMA</strong></p>
<p>Claire e Phil Foster sono una coppia come tante: sveglia presto, bambini iper-attivi e rompiscatole al punto giusto, vita ripetitiva e babysitter usuraia.</p>
<p>I Foster vogliono trascorrere una serata diversa e frizzante (speriamo di passarla anche noi al cinema) e per questo si tirano a lucido e partono alla volta di New York per cenare in uno dei locali più alla moda della Grande Mela.</p>
<p>Poiché per recuperare un tavolo il tempo d’attesa è pari al mesozoico, i due decidono di appropriarsi della prenotazione di un’altra coppia ed iniziano a mangiare come se tornassero in quel momento dall’attraversamento a piedi del Sahara.</p>
<p>Una volta pieni e vergognosamente alticci, Phil e Claire vengono avvicinati da due loschi uomini che, minacciandoli con delle armi, gli ordinano di restituire loro una certa chiavetta USB.</p>
<p><strong>E’ chiaro che c’è un equivoco e che sono stati scambiati per la coppia assenteista del ristorante.</strong></p>
<p>Qualunque persona normale avrebbe provato a spiegare il malinteso ma, dopo gli effimeri tentativi, il marito fa credere di essere l’uomo che stanno cercando, salvo scappare con la moglie rincorso dalle pallottole.</p>
<p>I due fuggiaschi chiedono aiuto ad un cliente di Claire, che passerà tutto il film a sbatterci in faccia i suoi unti pettorali. Da qui in poi i Foster dovranno vedersela con strani individui, proiettili, tassisti svitati e locali notturni, il tutto mentre si adoperano alla distruzione totale di New York, riuscendoci in modo più efficace di quanto accade nei migliori film catastrofici.</p>
<p>Alla fine i Foster troveranno la chiavetta e smaschereranno gli scheletri nell’armadio di un importante procuratore pervertito, per il quale si esibiscono in un numero sexy a dir poco riluttante.</p>
<p>Tutto si risolve, i due ritrovano la passione di un tempo e capiscono che non c’è nulla di meglio della semplicità della vita di sempre e dell’amore che provano l’uno per l’altra&#8230;.e della trattoria dietro casa dalla quale non si staccheranno mai più.</p>
<p>Un film carino, divertente, poco impegnativo e ben recitato. Un po’troppo scontato in alcuni tratti, ma ciò non guasta con la leggerezza che, tutto sommato, si prefigge.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Non è un film da esaltare, ma non è certamente un film da disprezzare per una serata diversa…preferibilmente non come quella dei poveri Foster.</strong></span></p>
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		<title>Agora</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 10:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
				<category><![CDATA[In sala]]></category>
		<category><![CDATA[Alejandro Amenábar]]></category>
		<category><![CDATA[Max Minghella]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Lonsdale]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar Isaac]]></category>
		<category><![CDATA[Rachel Weisz]]></category>

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		<description><![CDATA[Film impegnativo. Lungo, ma per nulla annoiante. Un’ambientazione storica, precisa, meticolosa, accorta a ricreare tutto con ammirevole fedeltà: dagli ambienti agli oggetti, dai costumi al linguaggio.
Un film in cui si mescolano tematiche estremamente importanti quali la fede, la tolleranza e il femminismo, che offrono costruttivi spunti di riflessione soprattutto se travasati nella società attuale, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Film impegnativo. Lungo, ma per nulla annoiante. Un’ambientazione storica, precisa, meticolosa, accorta a ricreare tutto con ammirevole fedeltà: dagli ambienti agli oggetti, dai costumi al linguaggio.</strong></span></p>
<p>Un film in cui si mescolano tematiche estremamente importanti quali la fede, la tolleranza e il femminismo, che offrono costruttivi spunti di riflessione soprattutto se travasati nella società attuale, e non solo inquadrati nell’ottica dell’intreccio. Una storia antica, ma resa piacevolmente attuale e moderna.</p>
<p><strong>LA TRAMA</strong></p>
<p>Ci troviamo nel 591 d.C. Alessandria d’Egitto è una città fiorente, prestigioso centro di sapere e conoscenza. Una città famosa per la sua ricca biblioteca e per le lezioni di Ipazia, astronoma e filosofa alessandrina, predicatrice di fratellanza e tolleranza.</p>
<p>Nella piazza della città si incontrano e si scontrano i diversi punti di vista di due religioni: il paganesimo greco e il cristianesimo ancora alle sue fasi rudimentali. In un clima di forti contraddizioni, in cui l’affermazione personale fa a cazzotti con la misericordia per il prossimo, i cristiani riescono ad affermarsi in città.</p>
<p>Diversi anni dopo gli stessi cristiani si trovano a fare i conti con gli ebrei. In questo nuovo frangente ritroviamo i medesimi personaggi dello scontro con i pagani, ognuno in un ruolo diverso, ma tutti comunemente forgiati dagli insegnamenti di Ipazia. La splendida astronoma, nel frattempo, dedica la sua vita allo studio dei movimenti terrestri, che la portano a confutare la visione tolemaica geocentrica. Prendendo a pretesto i suoi studi antidogmatici, il vescovo cristiano Cirillo tenterà di eliminare Ipazia, personaggio d’ostacolo alla supremazia cristiana.</p>
<p>Il tragico epilogo vede la sconfitta dei buoni e la gloria dei prepotenti.</p>
<p>La storia ed il progresso daranno ragione ad Ipazia, ma la brillante e coraggiosa filosofa è tuttora ricordata in modo del tutto riduttivo.</p>
<p>Il film è di grande insegnamento. E’ un monito per imparare ad essere tolleranti e ad essere pronti a mettere in discussione ciò in cui crediamo e in cui ci fanno credere.</p>
<p><strong>Alla grande profondità della narrazione si accompagna un meritevole lavoro di sceneggiatori e scenografi, a cui vanno le lodi per l’affascinante riproduzione degli ambienti e degli usi alessandrini:</strong> la biblioteca, le pergamene, i dadi, gli strumenti musicali, il ricorso al metateatro con gli uomini ad interpretare parti femminili, lo sciacallaggio di guerra, le donne pagate per piangere ai funerali. Superba la scena in cui i due discepoli di Ipazia “abbandonano” la loro maestra, mentre sullo sfondo, per contrarto, c’è la statua della lupa che allatta Romolo e Remo. Tutti questi accorgimenti ci fanno capire quanto il lavoro sia stato accorto, come ogni singola scena sia stata studiata nei minimi dettagli per confezionare un prodotto di qualità, come di fatti è Agora.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Un’ultimo plauso va alla magnifica interpretazione e alla straordinaria bellezza di Rachel Weisz.</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La città verrà distrutta all&#8217;alba</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 09:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
				<category><![CDATA[In sala]]></category>
		<category><![CDATA[george romero]]></category>

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		<description><![CDATA[Difficile inquadrare questo film nel solo genere horror. &#8220;La città verrà distrutta all&#8217;alba&#8221; è molto altro. E’ azione, è sentimento, è dolore.. emozione!
E&#8217; un film poliedrico, curato in ogni suo aspetto in modo da rendere naturale anche ciò che obiettivamente non lo è.
Grandissimo lavoro di fotografia, musiche, scenografia e sceneggiatura.
LA TRAMA
Ci troviamo a Ogden Marsh, una cordiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Difficile inquadrare questo film nel solo genere horror. &#8220;La città verrà distrutta all&#8217;alba&#8221; è molto altro. E’ azione, è sentimento, è dolore.. emozione!</strong></span></p>
<p>E&#8217; un film poliedrico, curato in ogni suo aspetto in modo da rendere naturale anche ciò che obiettivamente non lo è.</p>
<p>Grandissimo lavoro di fotografia, musiche, scenografia e sceneggiatura.</p>
<p><strong>LA TRAMA</strong></p>
<p>Ci troviamo a Ogden Marsh, una cordiale cittadina degli Stati Uniti.</p>
<p>Durante un incontro di baseball Rory Hamill, un abitante del posto, invade il campo da gioco armato di un fucile e viene ucciso per legittima difesa dal giovane sceriffo David Dutton. Inizialmente l’incauto gesto di Hamill è attribuito ad uno stato di ebbrezza, ma presto quest&#8217;ipotesi sarà smentita non solo dalle analisi, ma anche dallo strano comportamento di diversi cittadini, che si troveranno ad essere spietati ed inconsapevoli carnefici. Durante le indagini David, insieme al suo vice Russe,  scopre che un aereo militare è precipitato nel fiume vicino alla città, contaminando, con il suo carico, tutta l’acqua potabile del posto e, di conseguenza, le menti dei cittadini. Improvvisamente la città è messa sotto assedio da un battaglione dell’esercito (a conoscenza dell’allarme battereologico), incaricato di deportare la popolazione e di isolare i contagiati.</p>
<p>Tra questi ultimi c’è Judy, la moglie dello sceriffo che è incinta e che proprio per questo motivo risulta erroneamente malata.</p>
<p>David e Russel riescono a fuggire e a mettere in salvo Judy e la sua assistente Becca.</p>
<p>I quattro dovranno vedersela non solo con l’esercito, e con i contagiati sopravvissuti, ma soprattutto con la minaccia di aver contratto l’orribile virus. Una corsa contro la morte e contro il tempo, da portare a termine prima che la città venga completamente distrutta.</p>
<p><strong>Il film è il rifacimento dell’omonimo lavoro di George A. Romero, datato 1973. </strong>L’originale, a differenza del remake, seguiva una doppia linea narrativa raccontando non solo le vicende della popolazione, ma anche quelle burocratiche per nascondere l’accidentale diffusione dell’arma batteriologica.</p>
<p>Sul piano cinematografico particolare fascino assumono i cambi di scena e le presentazioni dei luoghi che avvengono talvolta in modo fumettistico, talvolta con il ricorso ad immagini satellitari, di grande impatto sullo spettatore.</p>
<p><strong>La sceneggiatura è intelligente,</strong> in alcuni casi geniale. Le componenti horror sono studiate e realizzate con attenzione ed efficacia, e assicurano suspense e tensione anche grazie ad un gioco d’illusioni e suggestioni incondizionate di cui gli stessi protagonisti si fanno complici, creando a loro volta situazioni “horror”.</p>
<p>Le morti non sono scontate, come accade di solito, e tutto, seppur tangibilmente assurdo, è caratterizzato da un’astuta struttura realistica, che non viene a mancare nemmeno nei dettagli apparentemente insignificanti, ma che non in tutti i film si degnano di curare (per fare un esempio banale, la barba del protagonista, dopo due giorni di peripezie, ci appare verosimilmente incolta)</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L’epilogo non è esageratamente prevedibile e, soprattutto, non è banale come sarebbe stato facile rappresentare (già mi aspettavo la coppietta di nuovo al sicuro a cullare il loro bimbo), ma è coerente con tutta la linea seguita dal film. Un film gradevole, ricco di pathos e di coinvolgimento, non monotono e lento, ma dinamico e originalmente imprevedibile.</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scontro fra titani</title>
		<link>http://www.cinecircus.it/index.php/2010/04/22/scontro-fra-titani/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 10:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
				<category><![CDATA[In sala]]></category>
		<category><![CDATA[Gemma Arterton]]></category>
		<category><![CDATA[liam neeson]]></category>
		<category><![CDATA[Madds Mikkelsen]]></category>
		<category><![CDATA[Ralph Fiennes]]></category>
		<category><![CDATA[sam worthington]]></category>

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		<description><![CDATA[Vedere questo film è stato come sollevare un elegante bicchiere di cristallo, sorseggiarne con gusto il contenuto e accorgersi con dispiacere che non si tratta di un buon Sagrantino di Montefalco, bensì di un comune chinotto, seppur fresco e dissetante.
Storia semplice, comune e banalotta (se vogliamo), popolare come ci si aspetta da un mito greco…ma, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Vedere questo film è stato come sollevare un elegante bicchiere di cristallo, sorseggiarne con gusto il contenuto e accorgersi con dispiacere che non si tratta di un buon Sagrantino di Montefalco, bensì di un comune chinotto, seppur fresco e dissetante.</strong></span></p>
<p>Storia semplice, comune e banalotta (se vogliamo), popolare come ci si aspetta da un mito greco…ma, signori, che scenari! Che fotografia! Che effetti speciali! Avatar in confronto è un videogioco per adolescenti!</p>
<p>Questo film a tutto: epica, avventura, sentimento e partecipazione. L’intreccio sarà anche banale ma ogni minimo accorgimento contribuisce a particolareggiarlo, a magnificarlo e a vestirlo di gradevole suggestione.</p>
<p><strong>LA TRAMA</strong></p>
<p>Perseo (Sam Worthington, già protagonista di Avatar) vede morire la sua famiglia, per mano di Ade, durante una rivolta agli dei ordinata da Cefeo e Cassiopea, sovrani di Argo. Alla città viene posto un ultimatum: o la principessa Andromeda verrà sacrificata entro alcuni giorni, o Argo verrà distrutta dal Kraker.</p>
<p>Il Kraker è una creatura mostruosa creata da Ade quando, con i suoi fratelli Zeus e Poseidone, annientò i Titani per impossessarsi del dominio sul mondo. A quell’epoca Zeus divenne il Padre degli dei, Poseidone il dio dei mari e Ade, tradito da Zeus, fu confinato negli Inferi. In nome di tali rancori Ade trama contro Zeus e gli offre il suo aiuto con l’intento di impossessarsi del suo potere.</p>
<p>La città di Argo è in subbuglio, ma si scopre che Perseo è in realtà un semidio, che Zeus ha concepito con l’inganno dalla moglie di Acriso, antico re di Argo.</p>
<p>Grazie alla sua natura Perseo è l’unico in grado di sconfiggere il Kraker (e quindi vendicare i suoi cari) e salvare sia Andromeda che la città.</p>
<p>Insieme ad una schiera di guerrieri e ad Io, la donna che lo protegge sin dalla nascita e della quale s’innamora, Perseo parte per un pericoloso viaggio verso gli Inferi, durante il quale dovrà affrontare numerose peripezie e dovrà fare i conti con le conseguenze che comporta la sua condizione di semidio.</p>
<p><strong>ALCUNE OSSERVAZIONI</strong></p>
<p>-Il film è in realtà un remake di “Scontro di titani”, del 1981, che tra gli altri vedeva la partecipazione di Ursula Andress nei panni di Afrodite (personaggio non presente nel remake, così come altri).</p>
<p>-Nella mitologia greca Perseo non nacque dall’incontro tra Zeus e la moglie del re Acriso, come raccontato nel film, bensì dall’incontro tra Zeus e Danae, figlia di Acriso, che tentò di uccidere la figlia e il neonato, poiché l’oracolo gli aveva predetto la morte per mano di suo nipote.</p>
<p>-Nel film sono presenti dei palesi “omaggi” (chiamiamoli omaggi) al telefilm Lost.</p>
<p>Da appassionato non poso fare a meno di notare l&#8217;analogia tra il piede della statua di Zeus che viene più volte inquadrato sul promontorio di Argo, e il piede a quattro dita che in più di un’occasione compare sulle scogliere dell’isola di Lost. Inoltre anche la figura di Ade, che si manifesta sottoforma di fumo nero uccidendo le persone, è un richiamo evidente del fumo nero, elemento tipico di Lost.</p>
<p>Il film è, senza dubbio, ben fatto. Emozionante, coinvolgente ed avvincente. Ottimo nei dialoghi, nelle scene e negli ambienti. Un film che alla modernità degli effetti speciali e della sceneggiatura combina il grande fascino dei colossal di una volta, con in più un&#8217;interessantissima componente mitologica eccellentemente adattata e messa in scena (da notare Medusa che striscia come un’anguilla per il tempio d’Atena pietrificando i soldati).</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Tendenzialmente non sono un grande amante di questo genere di film, ma sono molto entusiasta di aver scelto questa pellicola, che non posso far altro che consigliare.</strong></span></p>
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		<title>Cella 211</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 23:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fondato</dc:creator>
				<category><![CDATA[In sala]]></category>
		<category><![CDATA[cella 211]]></category>
		<category><![CDATA[daniel monzon]]></category>

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		<description><![CDATA[Strapremiato in patria (16 nomination al Goya, 8 premi vinti tra cui miglior film, miglior regia e miglior attore), questo &#8220;Cella 211&#8243; è un film che fa parte di quel &#8220;nuovo corso spagnolo&#8221; della cinematografia: un giovane branco di registi provenienti dal teatro, buone sceneggiature e films che conservano densità anche se girati con pochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Strapremiato in patria</strong> (16 nomination al Goya, 8 premi vinti tra cui miglior film, miglior regia e miglior attore), questo &#8220;Cella 211&#8243; è un film che fa parte di quel &#8220;nuovo corso spagnolo&#8221; della cinematografia: un giovane branco di registi provenienti dal teatro, buone sceneggiature e films che conservano densità anche se girati con pochi mezzi.</p>
<p><em>Il più battuto tra i generi della neo wave iberica era l&#8217;horror (&#8220;REC&#8221; e &#8220;The Orphanage&#8221; due pellicole di genere davvero ben fatte), ora si passa al drammatico/azione.</em></p>
<p><strong>La trama, in sintesi, è questa:</strong> un nuovo addetto ad un carcere di massima sicurezza si trova in una cella vuota, stordito da un calcinaccio, proprio mentre scoppia una rivolta dei detenuti. I secondini scappano e, per mancanza di tempo, non riescono a portarlo via poichè privo di sensi: al risveglio, Juan (questo il nome del personaggio) dovrà fronteggiare un carcere in rivolta.</p>
<p>Ovviamente preferisco peccare di avarizia, il film dovete vederlo voi: a parte qualche scena inutilmente cruda e dei passaggi troppo superficiali, rifletterete sulla condizione delle carceri, i compromessi politici e se proprio vi ci mettete di impegno, anche sulla vita in generale.</p>
<p><strong>Non vi aspettate grandi colpi di scena, ma la pellicola fa la sua porca figura.</strong></p>
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		<title>Il cacciatore di ex</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 17:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
				<category><![CDATA[In sala]]></category>
		<category><![CDATA[Gerard Butler]]></category>
		<category><![CDATA[Jennifer Aniston]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad essere sincero ero un po’ prevenuto nei confronti di questo film, credevo di imbattermi nella solita commedia americana, banale e con un alone di demenzialità neanche troppo velato, in cui le controversie di coppia vengono sviscerate tra isterismi, riferimenti sessuali e retorici luoghi comuni, salvo risolversi nello scontatissimo “happy end” prevedibile sin dai titoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ad essere sincero ero un po’ prevenuto nei confronti di questo film, </strong>credevo di imbattermi nella solita commedia americana, banale e con un alone di demenzialità neanche troppo velato, in cui le controversie di coppia vengono sviscerate tra isterismi, riferimenti sessuali e retorici luoghi comuni, salvo risolversi nello scontatissimo “happy end” prevedibile sin dai titoli iniziali, con tarallucci e vino, scadente, per tutti.<span style="color: #ff0000;"><strong> Quella che ho trovato invece è una commedia, divertente e originale, dinamica, con una goccia di thriller e di poliziesco a sporcare la fastidiosa atmosfera da “Mulino Bianco” di cui sopra.</strong></span></p>
<p><strong>LA TRAMA</strong></p>
<p>Milo (Gerard Butler) e Nicole (Jennifer Aniston) sono una coppia divorziata.</p>
<p>Lui, simpatico come un bacherozzo nella zuppa, è un cacciatore di taglie (una specie di Renegade dei poveri, ma molto più altezzoso), lei è la classica giornalista impicciona con la passione per le investigazioni “fai da te” e per i guai.</p>
<p><em>Per un piccolo disguido giudiziario Nicole diventa la taglia del suo ex marito, il quale, armato fino ai denti, manco dovesse catturare Bin Laden, riesce ad acciuffarla e a metterle i bastoni tra le ruote nelle indagini su un misterioso suicidio.</em></p>
<p>Per la legge del contrappasso, un’improbabile banda di sadici dà la caccia a Milo, a causa di un vecchio debito di gioco. Tale banda si trova a fare i conti con un bizzarro spasimante di Nicole, che non c’entra assolutamente nulla con l’intera narrazione e che, spero per questo motivo, viene torturato per gran parte del film.</p>
<p>Su questo scenario agro-dolce di sparatorie, battute, inseguimenti ed epiche peripezie, i due protagonisti si troveranno a fare i conti con le vecchie ferite e la ritrovata complicità…non senza i dovuti dubbi, ripensamenti e tentennamenti che contribuiscono a dare al tutto un gustoso sapore realistico.</p>
<p><strong>Dal punto di vista della regia,</strong> a parte qualche imperfezione (la Aniston dopo una passeggiata sui tacchi si ritrova misteriosamente scalza qualche fotogramma più avanti), il film gioca molto sul piano spazio-temporale, in un rimando di sincronismi e affinità di eventi. Pregevoli sia l’analessi che, dopo l’avvincente e spiazzante scena iniziale, ci riporta dolcemente all’origine della vicenda, sia la citazione omerica buttata lì senza troppe pretese. Magistrale interpretazione di Jennifer Aniston che si conferma attrice dotata di talento, ironia e comicità, qualità rare, acquisite anche grazie la significativa esperienza nella sit-com, da cui è riuscita a staccarsi trovando una sua identità ben definita sotto luci di più alto prestigio.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Pellicola fresca, divertente, semplice, ma intelligente, adatta per una serata distensiva e poco impegnativa.</strong></span></p>
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		<title>An education</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 18:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Castellone</dc:creator>
				<category><![CDATA[In sala]]></category>

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		<description><![CDATA[Londra, 1961. Qualcosa sta per sbocciare. E per tutti i 100 minuti continuerete a chiedervi se questo qualcosa è la maturità di Jenny (Carey Mulligan) oppure la trama del film. “An education” altro non è che una breve finestra sulla vita di una sedicenne londinese, secchiona per una volta non bruttina, violoncellista, con in testa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cinecircus.it/wp-content/uploads/2010/02/poster_an_education.jpg"></a>Londra, 1961. Qualcosa sta per sbocciare. E per tutti i 100 minuti continuerete a chiedervi se questo qualcosa è la maturità di Jenny (Carey Mulligan) oppure la trama del film. <span style="color: #ff0000"><strong>“</strong></span><span style="color: #ff0000"><span style="color: #ff0000"><strong>An education” altro non è che una breve finestra sulla vita di una sedicenne londinese, secchiona per una volta non bruttina, violoncellista, con in testa solo Oxford, anche grazie ai rimpianti e al volere del papà “borghesuccio”</strong></span>. </span>Come ogni passerotto nato e cresciuto in gabbia, Jenny coglie al volo e con un po’ di incoscienza l’opportunità di portare le proprie piume in posti nuovi, grazie all’intraprendenza del maturo David (Peter Sarsgaard). E qui Nick Hornby, alla prima prova da sceneggiatore, ne avrebbe a bizzeffe di ipotesi per tenere gli spettatori incollati alla poltrona per la restante parte del film. Invece, forse per rimanere in linea con il memoriale della giornalista inglese Lynn Barber (da cui è tratta la sceneggiatura), Hornby non fa il salto e ci lascia con un po’ di amaro in bocca. Non aspettatevi una favola, insomma, piuttosto uno spaccato della Londra dei Sixties che furono. Piacevoli le ricostruzioni degli ambienti e le musiche scelte per la colonna sonora.</p>
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		<title>Il figlio più piccolo</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 11:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piera Scalise</dc:creator>
				<category><![CDATA[In sala]]></category>
		<category><![CDATA[pupi avati]]></category>

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		<description><![CDATA[Assolutamente il film ok per questo fine settimana, il nostro giudizio è del tutto positivo e se non sapete ancora cosa scegliere di vedere io direi assolutamente film italiano.
Pupi Avati è una garanzia si sa ma vedere Christian De Sica in un ruolo inedito rende questo film speciale e degno di essere vissuto.
Il “fattaccio” che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Assolutamente il film ok per questo fine settimana, il nostro giudizio è del tutto positivo e se non sapete ancora cosa scegliere di vedere io direi assolutamente film italiano.</strong></span></p>
<p>Pupi Avati è una garanzia si sa ma vedere Christian De Sica in un ruolo inedito rende questo film speciale e degno di essere vissuto.</p>
<p><strong>Il “fattaccio” che dà il via alla storia è successo nel 1992,</strong> quando un uomo ha sposato una donna in fretta e furia e dopo un brindisi in bicchieri di carta è scappato via con i documenti, si era impadronito di un ricco patrimonio, e lascia la moglie e i due figli ancora piccoli per stabilirsi nella campagna laziale dove fa la bella vita. Sono passati sono passati quasi 20 anni e quei bambini sono uomini, due uomini diversi il primogenito Paolo odia suo padre e lavora in un locale, il secondo più ingenuo, Baldo, studia cinema e vive con la madre. Ma per lui non è finita, suo padre in difficoltà lo cercherà per trovare un prestanome su cui scaricare tutte le colpe, ma forse per lui è arrivato il momento di vendicarsi dei torti subiti sia per lui che per la sua famiglia…</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Pupi Avati si conferma un regista ottimo e che riesce ad ottenere risultati incredibili anche dagli attori “comici”, prima con Ezio Greggio in “Il padre di Giovanna” e ora con Christian De Sica che si conferma essere un attore, anzi un’artista a 360°, versatile e senza pecche in tutti i suoi ruoli.</strong></span></p>
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