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	<title>Cinecircus &#187; In sala</title>
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<title>Cinecircus</title>
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		<title>Contagion</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 13:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>“Contagion” è un film che sa come farsi attendere: un regista come Steven Soderbergh che conosce bene il suo mestiere e il modo di potenziarne le sfumature; una trama che colpisce e che coinvolge lo spettatore e che procede con un buon ritmo; un cast di attori che unisce alcune tra le personalità più brillanti e prestigiose del momento che, nonostante le numerose storylines, riescono a costruire bene i loro personaggi facendoci affezionare ad essi.</p>
<p>LA TRAMA</p>
<p>Il film segue l’espandersi di una pericolosa epidemia che si trasmette esponenzialmente per via aerea. Il paziente zero sembra essere Beth Emhoff (Gwineth Paltrow), una giovane donna appena rientrata da Hong Kong, che muore improvvisamente presentando strani sintomi e gettando nello sconforto il suo compagno Mitch (Matt Damon). All’inizio i medici pensano ad una forma di meningite, ma quando anche il bimbo di Beth muore con gli stessi sintomi e dal resto del mondo arrivano notizie di casi simili, si inizia a capire che la situazione è molto più critica del previsto e che il mondo sta per affrontare una nuova e spaventosa epidemia.</p>
<p>A questo punto seguiamo a rotazione le vicende degli altri protagonisti. Mitch viene messo in quarantena e successivamente cercherà di tenere in salvo sua figlia, avuta da una precedente compagna. Nel frattempo il dottor Cheever (Laurence Fishburne) è incaricato di indagare sulle origini del virus, sulle modalità di trasmisisone e sulla scoperta di eventuali vaccini.</p>
<p>Alcuni medici vengono inviati sui luoghi dei focolai: La dottoressa Mears (Kate Winslet) scoprirà la facilità di trasmissione del virus e comunicherà a Mitch Emhoff della relazione extraconiugale di sua moglie, probabile causa del contagio. Prima di poter portare a termine il suo compito, però, finirà anche lei vittima del virus killer.</p>
<p>La dottoressa Orantes (Marion Cotillard) verrà mandata in Cina, dove proverà a ricostruire le mosse di Beth ed individuare il percorso del virus. La Orantes verrà poi rapita per ottenere in anticipo delle cure per un villaggio decimato.</p>
<p>Il panico è incontrollato, ed una delle cause è Alan (Jude Law), un giornalista free lance che, per arricchirsi, diffonde la notizia di un falso siero e attacca il favoritismo del dottor Cheever verso i medici e i loro familiari.</p>
<p>Milioni di persone sono morte e seppellite in fosse comuni, la gente ha paura del contatto umano, la chiusura delle frontiere e la scarsità di cibo aumentano i disordini. La situazione non miglora nemmeno quando la giovane dottoressa Ally Eextall (Jennifer Ehle), grazie alle lezioni di vita di suo padre, troverà un vaccino usando sé stessa come cavia.</p>
<p>E’ un film molto ben fatto, che lascia col fiato sospeso e con l’amaro in bocca per l’impotenza e l’inadeguatezza dell’essere umano e per la sua capacità di incattivirsi nelle situazioni di panico. Un film in cui il dolore, forte e tragico, si legge nel volto dei protagonisti, i cui interpreti hanno dato prova di grande professionalità, nonostante ruoli brevi e corali.</p>
<p>Grande cura dei dettagli da parte degli sceneggiatori e grande attenzione alla sequenzialità verosimile degli eventi e delle eventualità.</p>
<p>Affascinante il finale che svela l’origine beffarda del contagio e la frase di macabra ironia del dotto Cheever, che ricorda come nell’antichità una stretta di mano fosse un modo per dire ad uno sconosciuto di non avere armi, e di come sia proprio una stretta di mano, in casi come questi, a diventare letale.</p>
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		<title>In arrivo “Super 8″ di J.J. Abrams</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 10:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Star Trek]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle più geniali personalità che l’ambiente televisivo e cinematografico ha portato alla ribalta negli ultimi anni è quella di J.J. Abrams, creatore di cult come “Lost”, “Fringe”, “Cloverfield” e del rilancio di “Star Trek”. Regista, produttore, sceneggiatore e persino attore. Abrams non smette mai di stupirci con le sue trovate e le sue innovazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle più geniali personalità che l’ambiente televisivo e cinematografico ha portato alla ribalta negli ultimi anni è quella di J.J. Abrams, creatore di cult come “Lost”, “Fringe”, “Cloverfield” e del rilancio di “Star Trek”.</p>
<p>Regista, produttore, sceneggiatore e persino attore. Abrams non smette mai di stupirci con le sue trovate e le sue innovazioni tecniche e narrative, ed è per questo che qualunque progetto legato al suo nome assume particolare richiamo.</p>
<p>E’ il caso di “Super 8”, il nuovo film di cui firma la regia e la sceneggiatura, che racconta di uno spaventoso incidente ferroviario avvenuto nel 1979 e ripreso per caso da un gruppo di ragazzi. I testimoni hanno serie perplessità riguardo all’accidentalità di quanto accaduto, anche a causa di misteriosi avvenimenti in città.</p>
<p>Quando lo sceriffo comincia ad indagare ciò che viene a galla è sproporzionatamente terribile ed inimmaginabile.</p>
<p>Grande atmosfere quelle create da Abrams, lavori di grande successo e di grande consistenza che in pochi anni hanno rivoluzionato il modo di concepire le trame narrative e gli espedienti per svilupparle.</p>
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		<title>RED</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2011 08:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Red non è forse la scelta più quotata dell’offerta cinematografica attuale, ma desta nello spettatore il gusto e la soddisfazione per una serata entusiasmante e avventurosa, nonché sorprendentemente divertente. Un cast d’eccezione e di rara imponenza ed una trama originale, che strizza un po’ l’occhio ai vecchi film d’azione tutti spionaggio e pallottole. Il racconto è fluido, dinamico e cattura l’attenzione e il pathos dello spettatore, tanto da generare commenti e scambi di vedute in una sala non piena, ma vivamente partecipe, di un normale giovedì sera.</p>
<p>L’esperienza cinematografica è anche questa. Sono pochi i film che riescono ancora ad avvicinare il pubblico, a rendere normale il confrontarsi e il socializzare con gli altri, con persone sconosciute che in quel momento condividono con te l’emozione del grande schermo, la tensione per i personaggi e l’odore forte e bruciacchiato dei popcorn. Nulla che un solitario streaming notturno potrà mai equiparare.</p>
<p>Red è uno di questi film, godibile e saziante.</p>
<p>LA TRAMA<br />
Frank Moses (Bruce Willis) è un ex agente della CIA a cui la pensione sta stretta. Agente di stampo antico, dalla tempra forte e coraggiosa.  Frank conduce una vita ritirata, rassegnato al fatto di non poter vivere la normalità a causa dei sacrifici cui il suo mestiere l’ha costretto. L’unico svago di Frank è una relazione telefonica con una centralinista dell’ufficio pensioni, Sarah (Mary-Louise Parker). Frank si accorge che qualcuno sta cercando di ucciderlo e, dopo aver intuito che anche Sarah è in pericolo, la raggiunge e la forza a scappare con lui. Sarah è sconvolta da quest’incontro burrascoso, ma tuttavia è affascinata da Frank, e da quest’improvvisa svolta avventurosa che è entrata nella sua vita. Frank deve cercare di scoprire chi è che ce l’ha con lui e per questo durante la sua fuga si fa aiutare dai componenti della sua vecchia squadra. Joe (Morgan Freeman) un saggio e simpatico ottantenne che, dopo aver partecipato alle operazioni più prestigiose, trascorre i suoi ultimi giorni di malattia in una casa di riposo; Marvin (John Malkovich), strampalato ex agente con il pallino delle armi, e Victoria (Helen Mirren) delicata, ma tenace, che ha dovuto rinunciare all’amore della sua vita per onore della CIA. Si scoprirà che è proprio la CIA, manovrata da giochi politici, ad avercela con Frank e con i segreti che custodisce e che lo catalogano come RED (reduce estremamente distruttivo). Tra colpi bassi, sacrifici, vecchie rivalità trasformate in alleanze e punti di vista differenti tra una vecchio e un nuovo modo di gestire l’avventura nella CIA, Frank tenterà di mettersi in salvo e costruire una relazione stabile con Sarah, grazie all’aiuto di un alleato speciale.</p>
<p>Un film che appassiona facilmente, che diverte e fa riflettere.<br />
Unica pecca sui disvalori e su un velato gusto sadico che trapela più di una volta, anche con eclatanti forzature nell’uso di armi rocambolesco e fine a sé stesso, o nella leggerezza di alcune battute sulla tristezza del non uccidere più con la stessa frequenza di un tempo. A controbilanciare tutto questo, c’è da dire, sono accesi i valori dell’amicizia e della famiglia, posti davanti agli affari o alla vita stessa.</p>
<p>Ottima la scelta degli interpreti, che riescono ad incarnare la malinconia per una vita dedicata al pericolo e ai giochi di potere e per la rinuncia della propria realizzazione privata, e allo stesso tempo l’amore per l’avventura e la nostalgia del gioco di squadra, di una vita attiva ormai svanita con la vecchiaia. C’è da dire che, così come nel film gli agenti in là con gli anni danno una lezione alle nuove leve, allo stesso modo Willis, Freeman, Malkovich e la Mirren hanno dato dimostrazione che l’esperienza, la longeva professionalità e il carattere possono realizzare un gran film, pur senza puntare su attori giovanissimi.</p>
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		<title>C&#8217;è chi dice no</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 13:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entusiasmante, frizzante, incisivo. “C’è chi dice no” ci proietta nella lotta di tre giovani italiani qualunque costretti a combattere per veder realizzati i propri sogni. Non sognano ville a Miami o vagonate di soldi, ma semplicemente sognano di poter svolgere i lavoro per cui sono maggiormente portati. Irma (Paola Cortellesi) è un medico di grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Entusiasmante, frizzante, incisivo. “C’è chi dice no” ci proietta nella lotta di tre giovani italiani qualunque costretti a combattere per veder realizzati i propri sogni. Non sognano ville a Miami o vagonate di soldi, ma semplicemente sognano di poter svolgere i lavoro per cui sono maggiormente portati.</p>
<p>Irma (Paola Cortellesi) è un medico di grande bravura che sta per essere assunta, ma viene scavalcata dalla nuova fidanzata del suo capo e per questo deve rinunciare a mettere su famiglia col suo compagno. Samuele (Paolo Ruffini) è un avvocato che, dopo anni passati a fare l’assistente si vede sfumare l’opportunità di fare il ricercatore a causa della raccomandazione del genero del suo professore. Infine Max (Luca Argentero) lavora come giornalista, ma al suo posto viene assunta la figlia di un noto scrittore. Tutti e tre si ritrovano ad una cena di ex compagni di classe e quando si accorgono che tutti gli altri hanno fatto carriera grazie alle “spintarelle” decidono di ribellarsi.</p>
<p>I tre si organizzano e cominciano a perseguitare a suon di scherzi e minacce coloro che li hanno ostacolati. Facendo ricorso a incendi, droghe, minacce, violazioni di domicilio e altri espedienti illegali, le cose iniziano a migliorare. Irma viene assunta dopo che la sua rivale prende coscienza di quanto accaduto e degli imbrogli svolti dal fidanzato. Max finge di essere interessato ad Enza, la collega che gli ha rubato il posto, che convince il padre a farlo assumere. In questo modo Max mette a rischio il rapporto con gli amici, che gli rinfacciano di aver agito come un raccomandato, soprattutto si inclina il rapporto con Irma, con la quale stava nascendo una storia.</p>
<p>La situazione di Samuele è la più complicata, tra l’altro la polizia sta per scoprire tutto, nonostante gli ostacoli causati dal capo (che per ironia della sorte è un raccomandato). I tre amici mettono su una banda chiamata “I pirati del merito” per professare la loro lotta contro i raccomandati, distribuendo efficaci voltanti. Decidono di mettere alle strette il professore universitario che impedisce la carriera di Samuele e riprendono di nascosto la prova di come tutto il sistema sia governato dalle raccomandazioni.</p>
<p>I tre amici decidono di non pubblicare il video poiché avvertiti dai poliziotti, ma cambiano idea quando vedono le condizioni disagiate di chi si è visto licenziare dopo aver protestato.</p>
<p>E’ un film intelligente e fatto con intelligenza, un film che fa capire quanto questo odioso sistema stia uccidendo il nostro paese, e quanto sia insopportabile per gli italiani. “C’è chi dice no” ci coinvolge e ci fa gioire per le perfide vendette dei protagonisti. Nonostante il rischio fosse alto, non c’è ombra di buonismo, c’è solo tristezza nella presa di coscienza che al meccanismo del “fine che giustifica i mezzi” si possa contrapporre solo il medesimo, e che ad essere punito, nei fatti, è solo chi lo usa come contromossa. Per gli altri, per quelli che da sempre governano il sistema con i giochi di potere, non resta che la punizione morale (ammesso che gliene importi qualcosa).</p>
<p>Ottima l’interpretazione e la simpatia dei tre protagonisti, scelti con criterio. Ottimi la sceneggiatura e il richiamo degli eventi, così come le musiche, in un lavoro tecnico  a dir poco eccellente.</p>
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		<title>Immaturi</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 11:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>“Immaturi” è uno di quei film che a leggere velocemente la trama un po’ tutti si prefissano di vedere, magari richiamando all’appello quei cinque o sei amici del liceo con i quali si è rimasti in contatto, vedersi sotto la luna di una fredda serata di gennaio e farsi spazio nel cinema affollato, mentre sullo schermo partono i titoli.  Si scoprirà che in quel film è raccontata anche la nostra vita,la sua parte più bella. La si riconosce nelle risate dei pomeriggi di “studio”, in quell’amore liceale che non si è mai dimenticato, nell’amicizia vera e incondizionata che non tramonta nonostante gli anni e le distanze.</p>
<p>LA TRAMA</p>
<p>Dopo quasi vent’anni di distanza, un’intera classe di un liceo romano è costretta a ripetere l’esame di stato, annullato a causa di un errore burocratico. Per molti è una questione di vita o di morte, date le lauree e le professioni appese a quel dannato diploma, per altri è la scusa ideale per tuffarsi indietro negli anni, con gli amici di tante avventure.</p>
<p>Il tempo è passato e Giorgio, psichiatra,si è sposato con Marta, ma è turbato dall’arrivo di un figlio per il quale non è pronto. Piero è un dj nostalgico che ha paura di una relazione stabile e fa credere a Cinzia di essere la sua amante e di poterla vedere solo quando non deve badare ad una moglie ed un figlio che in realtà non esistono. Francesca è una chef di successo che imparerà a distinguere tra sesso e amore. Lorenzo vive ancora con i genitori, viziato e coccolato, ma ostacolato nella costruzione di un rapporto, soprattutto quando riscoprirà l’amore segreto per Luisa, una mamma single e in carriera. Poi c’è Virgilio che anni fa, a causa di una bugia, ha minato l’integrità del gruppo.</p>
<p>Gli amici tornano a studiare insieme, a divertirsi e a confidarsi, capendo che prima ancora che l’esame di maturità c’è un altro esame a cui far fronte, quello della vita, in cui spesso non si è mai abbastanza maturi nel prendersi le proprie responsabilità, nel capire che la vita è lunga e ci sono milioni di modi per sistemare le cose, se solo lo si vuole. Il ritrovarsi tutti insieme è l’occasione per prendere in mano le proprie vite e raddrizzarle, correggerle e migliorarle.</p>
<p>Passato il periodo di studio è arrivato il momento della verità, alle prese con poeti, filosofi e quant’altro, i ragazzi dovranno affrontare il tanto temuto esame di maturità, esame che supereranno a pieni voti…o forse no.</p>
<p>E’ un film divertente, caloroso e coinvolgente, in cui ci si rispecchia in personaggi e situazioni e che risveglia i nostri ricordi, divertendoci e facendoci riflettere allo stesso tempo. Un film profondo, ma leggero, con battute esilaranti, ma mai fini a sé stesse. Ottimo l’intreccio e le interpretazioni di un grande cast di giovani attori italiani, in cui spiccano soprattutto l’ironia e la freschezza di Memphis e della Bobulova e in cui trovano grandissima efficacia l’esperienza e la professionalità di Mattioli e di Giovanna Ralli, in ruoli secondari per la trama, ma primari per simpatia e divertimento.</p>
<p>Grande lavoro di Genovese, regista e sceneggiatore di un film bello ed appagante, a nostro giudizio felicemente PROMOSSO!</p>
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		<title>Vi presento i nostri</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 10:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Semplice, godibile, divertente. “Vi presento i nostri” non delude di certo le attese, cast straordinario e professionalmente eccelso, una trama che punta sul sicuro richiamando i precedenti successi di “Ti presento i miei” e “Mi presenti i tuoi?” , ma che allo stesso tempo trova il giusto equilibrio tra nuovi inserimenti e una formula collaudata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Semplice, godibile, divertente. “Vi presento i nostri” non delude di certo le attese, cast straordinario e professionalmente eccelso, una trama che punta sul sicuro richiamando i precedenti successi di “Ti presento i miei” e “Mi presenti i tuoi?” , ma che allo stesso tempo trova il giusto equilibrio tra nuovi inserimenti e una formula collaudata e di successo.</p>
<p>LA TRAMA</p>
<p>Greg e Pam hanno finalmente messo su famiglia e stanno preparando una festa di compleanno per i loro gemelli, caratterialmente molto diversi. Al ricevimento sono invitati tutti e quattro gli stravaganti nonni, compreso Jack, il padre di Pam, con il quale Greg ha sempre avuto dei dissapori. Jack ha subito un attacco di cuore, che ha tenuto nascosto a tutti, tranne che a Greg, a cui a chiesto di prendere le redini della famiglia in caso di sua dipartita. All’arrivo dei suoceri in città Greg si comporta come se volesse essere lui a comandare tutto, e gli scontri con il suocero sono assicurati. In particolare Jack trova suo genero incapace del compito che gli ha affidato. Jack teme inoltre che Greg non provi più desiderio per sua figlia, avvallato dal ritrovamento di scatole d Viagra e di una sospetta relazione con la bella Andy Garcia. In realtà Andy ha proposto a Greg, di cui è vanamente innamorata, di sponsorizzare il suo prodotto. Il rapporto tra Pam e Greg è in bilico a causa di questa presunta relazione e a causa di Jack, che vuole convincere la figlia a lasciare il marito per Kevin, il suo ex, che continua ad insidiarla. Alla festa di compleanno Greg e Jack vengono alle mani, ma Jack si sente male, e sarà proprio Greg a salvarlo e a scoprire la stima e la fiducia sincera che suo suocero ha sempre avuto in lui.</p>
<p>Un film divertente e in certi casi esilarante, un intreccio che fila in modo chiaro ed efficace e che risplende della luce di un cast da sogno, dove ogni attore è protagonista per la sua bravura e la connotazione che offre al suo personaggio, facendo si che l’intero film ne giovi. Colorato e intelligente il film soddisfa lo spettatore e la sua continuità nel tempo non è di quelle che stancano, anzi è di quelle che affezionano lo spettatore che si ritrova in più di una situazione familiare (seppure nel film risultino chiaramente estremizzate). Merito del cast tecnico, degli sceneggiatori e degli ottimi De Niro, Hofmann, Stiller e Straisand. Lodevole anche l’interpretazione di Jessica Alba, nuovo acquisto del team.</p>
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		<title>La nostra vita, una favola dall&#8217;inferno</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 22:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fondato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Luca Zingaretti]]></category>
		<category><![CDATA[Marius Ignat]]></category>
		<category><![CDATA[Raoul Bova]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Montorsi]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia torna a vincere premi in campo internazionale: Elio Germano ha trionfato (ex aequo con Javier Bardem) al Festival di Cannes come miglior attore, e lasciateci dire che ha meritato la vittoria. &#8220;La nostra vita&#8221; è una magnifica prova di neorealismo italiano, un film che (pur con qualche limite nella struttura narrativa, dettato da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>L&#8217;Italia torna a vincere premi in campo internazionale: Elio Germano ha trionfato (ex aequo con Javier Bardem) al Festival di Cannes come miglior attore, e lasciateci dire che ha meritato la vittoria.</strong></span></p>
<p><strong>&#8220;La nostra vita&#8221; è una magnifica prova di neorealismo italiano,</strong> un film che (pur con qualche limite nella struttura narrativa, dettato da un eccesso di zelo del regista Daniele Luchetti nel voler sottolineare la tematica multirazziale) mostra quanto sia emozionante ed efficace il racconto della realtà di tutti i giorni.</p>
<p><em>La politica di Cinecircus mi vieta di rivelare parti della trama (i films vanno visti in sala, noi raccontiamo solo quelli &#8216;vecchi&#8217;), ma posso provare ugualmente a descrivervi le mie sensazioni.</em></p>
<p><em>Ci sono vicende di vita che ci fanno pensare di essere finiti al centro esatto di una tempesta: </em>ognuno reagisce come può, spesso si cerca di dissociarsi dal dolore e questo non fa che portarci sempre più lontani dagli altri, concentrati sull&#8217;obiettivo di aggiustare un giocattolo irrimediabilmente rotto.</p>
<p><strong>E&#8217; ciò che accade al protagonista del film, </strong>che a sue spese dovrà confrontarsi con una realtà nella quale i ruoli sono pareggiati, e via via si comprende che la tempesta è lì nel cielo tutti i giorni, non fa distinzione di razza e di stato sociale, e che non si hanno alternative valide per farla smettere, nè ali abbastanza grandi da volare sopra le nuvole, ma ci si può abbracciare e stringere, tenendosi per una mano, mentre con l&#8217;altra ci si ripara dalla pioggia.</p>
<p><strong>La famiglia, l&#8217;amore, il denaro, la critica sociale sono temi che si fondono insieme in una pellicola che riesce ad essere insieme italiana ed universale.</strong> Bravissimo Luchetti, bellissima fotografia e prova magistrale di un attore che fa parte ormai della nuova generazione dei grandi interpreti italiani.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Consigliatissimo.</strong></span></p>
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		<title>Piacere, sono un po&#8217; incinta</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 11:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
				<category><![CDATA[In sala]]></category>
		<category><![CDATA[Alex O'Loughlin]]></category>
		<category><![CDATA[Jennifer Lopez]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo ventoso week-end di stress universitario quel che mi ci voleva era un bel filmetto distensivo, leggero e poco impegnativo. Dopo un acceso dibattito di fronte alle locandine del multiplex, tra le frecce di Robin Hood e i principi di Persia, per il bene di comitiva, vince la sfida il bel faccino di Jennifer [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>In questo ventoso week-end di stress universitario quel che mi ci voleva era un bel filmetto distensivo, leggero e poco impegnativo. </strong></span>Dopo un acceso dibattito di fronte alle locandine del multiplex, tra le frecce di Robin Hood e i principi di Persia, per il bene di comitiva, vince la sfida il bel faccino di Jennifer Lopez e “Piacere, sono un po’ incinta”. Film tutto sommato carino, divertente e fresco.</p>
<p><em>Ben recitato da una coppia in cui, stranamente, mi sono simpatici entrambi.</em></p>
<p><strong>Le tematiche del film sono molto più delicate di quello che sembra.</strong> E’ un film che, nella sua estrema leggerezza, fa riflettere molto su un argomento come inseminazione artificiale, ragazze madri e dubbi di coppia.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>LA TRAMA</strong></span></p>
<p>Il film parte con Zoe, una giovane ragazza single, che si trova a riflettere su un lettino d’ospedale dove sta per effettuare l’inseminazione artificiale. Appena uscita dalla clinica incontra Stan, un ragazzo semplice e simpatico che gestisce una bancarella di formaggi. I due cominciano a frequentarsi e presto scocca la scintilla malandrina. Zoe scopre che l’inseminazione ha avuto buon esito, ma lo comunica a Stan solo dopo aver copulato nel ripostiglio delle caciotte ( scena che si candida a pieno titolo ad entrare negli annali di Hollywood). Nonostante i numerosi dubbi, che si moltiplicano con la notizia dell’arrivo di due gemelli, la storia tra i due va avanti, anche grazie all’aiuto di amici, parenti, cagnolini e improponibili componenti del gruppo terapeutico delle “madri nubili e fiere”…mai più senza.</p>
<p>Il lieto fine si respira a chilometri di distanza, ma è un lieto fine per cui si fa il tifo, proprio per la semplicità e la positività dei personaggi.</p>
<p><em>Bravissima e bellissima la Lopez, anche se un po’ stagionata come un pecorino del film. Per lei personaggio azzeccatissimo, recitato con classe, spigliatezza e la giusta ironia.</em></p>
<p>Bella la scelta di raccontare una tematica di così importante rilievo facendo appello a toni leggeri e personaggi comuni: lei impiegata in un negozio di animali, lui principe azzurro con un asino al posto del cavallo bianco. Semplici, umili e di spontanea simpatia. Il modo giusto per rendere il pubblico partecipe ed immedesimabile nel plot.</p>
<p><strong>Un film molto carino, senza troppe pretese ma con tanto appagamento.</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Valutazione più che positiva ed una nota di merito al personaggio più dolce e simpatico del film: il piccolo cagnolino senza zampette i cui occhioni valgono il sorriso di un’intera serata.</strong></span></p>
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		<title>Notte folle a Manhattan</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 11:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[In sala]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Carrel]]></category>
		<category><![CDATA[Tina Fey]]></category>

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		<description><![CDATA[Assurdo, ma non per questo sgradevole o fastidioso&#8230; divertente proprio perché assurdo. “Notte folle a Manhattan” è un film surreale, quasi inverosimile, però carino, simpatico e divertente. Bravi gli attori a mettere in scena le incertezze e le monotonie coniugali della coppia media e a vestire d’ironia anche scene piene d’azione. Per fortuna, per ritrovare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Assurdo, ma non per questo sgradevole o fastidioso&#8230; divertente proprio perché assurdo.</strong></span></p>
<p><strong>“Notte folle a Manhattan” è un film surreale,</strong> quasi inverosimile, però carino, simpatico e divertente. Bravi gli attori a mettere in scena le incertezze e le monotonie coniugali della coppia media e a vestire d’ironia anche scene piene d’azione.</p>
<p>Per fortuna, per ritrovare la passione di un tempo, non c’è bisogno di rischiare di passare all’altro mondo in una nottata di sparatorie e demenzialità.</p>
<p><strong>LA TRAMA</strong></p>
<p>Claire e Phil Foster sono una coppia come tante: sveglia presto, bambini iper-attivi e rompiscatole al punto giusto, vita ripetitiva e babysitter usuraia.</p>
<p>I Foster vogliono trascorrere una serata diversa e frizzante (speriamo di passarla anche noi al cinema) e per questo si tirano a lucido e partono alla volta di New York per cenare in uno dei locali più alla moda della Grande Mela.</p>
<p>Poiché per recuperare un tavolo il tempo d’attesa è pari al mesozoico, i due decidono di appropriarsi della prenotazione di un’altra coppia ed iniziano a mangiare come se tornassero in quel momento dall’attraversamento a piedi del Sahara.</p>
<p>Una volta pieni e vergognosamente alticci, Phil e Claire vengono avvicinati da due loschi uomini che, minacciandoli con delle armi, gli ordinano di restituire loro una certa chiavetta USB.</p>
<p><strong>E’ chiaro che c’è un equivoco e che sono stati scambiati per la coppia assenteista del ristorante.</strong></p>
<p>Qualunque persona normale avrebbe provato a spiegare il malinteso ma, dopo gli effimeri tentativi, il marito fa credere di essere l’uomo che stanno cercando, salvo scappare con la moglie rincorso dalle pallottole.</p>
<p>I due fuggiaschi chiedono aiuto ad un cliente di Claire, che passerà tutto il film a sbatterci in faccia i suoi unti pettorali. Da qui in poi i Foster dovranno vedersela con strani individui, proiettili, tassisti svitati e locali notturni, il tutto mentre si adoperano alla distruzione totale di New York, riuscendoci in modo più efficace di quanto accade nei migliori film catastrofici.</p>
<p>Alla fine i Foster troveranno la chiavetta e smaschereranno gli scheletri nell’armadio di un importante procuratore pervertito, per il quale si esibiscono in un numero sexy a dir poco riluttante.</p>
<p>Tutto si risolve, i due ritrovano la passione di un tempo e capiscono che non c’è nulla di meglio della semplicità della vita di sempre e dell’amore che provano l’uno per l’altra&#8230;.e della trattoria dietro casa dalla quale non si staccheranno mai più.</p>
<p>Un film carino, divertente, poco impegnativo e ben recitato. Un po’troppo scontato in alcuni tratti, ma ciò non guasta con la leggerezza che, tutto sommato, si prefigge.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Non è un film da esaltare, ma non è certamente un film da disprezzare per una serata diversa…preferibilmente non come quella dei poveri Foster.</strong></span></p>
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		<title>Agora</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 10:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Pinto</dc:creator>
				<category><![CDATA[In sala]]></category>
		<category><![CDATA[Alejandro Amenábar]]></category>
		<category><![CDATA[Max Minghella]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Lonsdale]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar Isaac]]></category>
		<category><![CDATA[Rachel Weisz]]></category>

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		<description><![CDATA[Film impegnativo. Lungo, ma per nulla annoiante. Un’ambientazione storica, precisa, meticolosa, accorta a ricreare tutto con ammirevole fedeltà: dagli ambienti agli oggetti, dai costumi al linguaggio. Un film in cui si mescolano tematiche estremamente importanti quali la fede, la tolleranza e il femminismo, che offrono costruttivi spunti di riflessione soprattutto se travasati nella società attuale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Film impegnativo. Lungo, ma per nulla annoiante. Un’ambientazione storica, precisa, meticolosa, accorta a ricreare tutto con ammirevole fedeltà: dagli ambienti agli oggetti, dai costumi al linguaggio.</strong></span></p>
<p>Un film in cui si mescolano tematiche estremamente importanti quali la fede, la tolleranza e il femminismo, che offrono costruttivi spunti di riflessione soprattutto se travasati nella società attuale, e non solo inquadrati nell’ottica dell’intreccio. Una storia antica, ma resa piacevolmente attuale e moderna.</p>
<p><strong>LA TRAMA</strong></p>
<p>Ci troviamo nel 591 d.C. Alessandria d’Egitto è una città fiorente, prestigioso centro di sapere e conoscenza. Una città famosa per la sua ricca biblioteca e per le lezioni di Ipazia, astronoma e filosofa alessandrina, predicatrice di fratellanza e tolleranza.</p>
<p>Nella piazza della città si incontrano e si scontrano i diversi punti di vista di due religioni: il paganesimo greco e il cristianesimo ancora alle sue fasi rudimentali. In un clima di forti contraddizioni, in cui l’affermazione personale fa a cazzotti con la misericordia per il prossimo, i cristiani riescono ad affermarsi in città.</p>
<p>Diversi anni dopo gli stessi cristiani si trovano a fare i conti con gli ebrei. In questo nuovo frangente ritroviamo i medesimi personaggi dello scontro con i pagani, ognuno in un ruolo diverso, ma tutti comunemente forgiati dagli insegnamenti di Ipazia. La splendida astronoma, nel frattempo, dedica la sua vita allo studio dei movimenti terrestri, che la portano a confutare la visione tolemaica geocentrica. Prendendo a pretesto i suoi studi antidogmatici, il vescovo cristiano Cirillo tenterà di eliminare Ipazia, personaggio d’ostacolo alla supremazia cristiana.</p>
<p>Il tragico epilogo vede la sconfitta dei buoni e la gloria dei prepotenti.</p>
<p>La storia ed il progresso daranno ragione ad Ipazia, ma la brillante e coraggiosa filosofa è tuttora ricordata in modo del tutto riduttivo.</p>
<p>Il film è di grande insegnamento. E’ un monito per imparare ad essere tolleranti e ad essere pronti a mettere in discussione ciò in cui crediamo e in cui ci fanno credere.</p>
<p><strong>Alla grande profondità della narrazione si accompagna un meritevole lavoro di sceneggiatori e scenografi, a cui vanno le lodi per l’affascinante riproduzione degli ambienti e degli usi alessandrini:</strong> la biblioteca, le pergamene, i dadi, gli strumenti musicali, il ricorso al metateatro con gli uomini ad interpretare parti femminili, lo sciacallaggio di guerra, le donne pagate per piangere ai funerali. Superba la scena in cui i due discepoli di Ipazia “abbandonano” la loro maestra, mentre sullo sfondo, per contrarto, c’è la statua della lupa che allatta Romolo e Remo. Tutti questi accorgimenti ci fanno capire quanto il lavoro sia stato accorto, come ogni singola scena sia stata studiata nei minimi dettagli per confezionare un prodotto di qualità, come di fatti è Agora.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Un’ultimo plauso va alla magnifica interpretazione e alla straordinaria bellezza di Rachel Weisz.</strong></span></p>
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