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“Questa storia qua”: Vasco Rossi arriva al cinema

Negli ultimi tempi sta andando molto di moda il documentario cinematografico sulla vita di cantanti e band musicali che hanno fatto la storia.

Anche l’Italia si appresta a dare il suo contributo a questo particolare genere, e quale star poteva essere più adatta di Vasco Rossi? Il rocker di Zocca è senza dubbio l’artista ideale cui dedicare un intero film sulle note delle sue canzoni, vere poesie in musica che hanno fatto da soundtrack a tantissime generazioni.

Vasco si ama o si odia e il dibattito tra chi ne ha fatto uno stile di vita e chi storce il naso va avanti da moltissimi anni, ma una cosa è certa: se c’è una star italiana che a distanza di oltre trent’anni riesce ancora a riempire gli stadi di giovani fan in estasi è proprio lui!

“Questa storia qua”, titolo dell’opera diretta da Alessandro Paris e Sibylle Righetti”, è la storia di un uomo che ha dato voce alle emozioni di tutti, che con le sue parole e il suo modo di comunicare, a volte fuori dagli schemi, ha raccontato la sua storia, che è la storia di moltissimi altri.

Matrimonio in famiglia

Matrimonio in famiglia. Una commediola senza infamia e senza lode. Carina, spiritosa e con la giusta dose di sentimentalismo, ma tutto sommato non il migliore film del suo genere.

Il tema dominante è lo scontro di costumi delle famiglie dei due promessi sposi, e l’ostilità fra consuoceri, topic che va per la maggiore e in cui si sono cimentati moltissimi attori, soprattutto nella tradizione italiana, come non citare Totò e Aldo Fabrizi in “Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi”, oppure i più recenti Boldi e Mattioli nella fiction, o ancora l’esempio americano di Robert De Niro e Dustin Hoffman in “Mi presenti i tuoi?”. In ogni caso “Matrimonio in famiglia” sembra non poter reggere il confronto, pagando il prezzo di una comicità molto meno redditizia.

LA TRAMA

Lucia, una ragazza ispanica, e Marcus, afro-americano, vogliono sposarsi e decidono di comunicarlo alle rispettive famiglie solo pochi giorni prima, come stranamente accade nel 99,9% dei film. I padri dei due ragazzi si sono già conosciuti in circostanze litigiose, e da subito i rapporti non sono facili. Troppe differenze! Brad, il padre di Marcus, è un famoso speaker radiofonico avvezzo alle scappatelle e ai locali alla moda; Miguel, padre di Lucia, è sposato da 25 anni ed è molto accorto alle antiche tradizioni messicane. Le ostilità delle famiglie e le smanie di voler organizzare il matrimonio dei figli come se fosse il loro, porterà Lucia e Marcus ad un periodo di crisi, proprio nel momento in cui le famiglie iniziano ad avvicinarsi. Come la più scontata delle commedie finirà a tarallucci e vino, ops…a confetti e champagne, con una grande festa, musiche, danze e sombreri colorati fin quando il complessino messicano attacca con  la sigla di “Matricole e meteore”, di repertorio “notoriamente” messicano.

C’è da dare atto che in questo tipo di film spesso la rivalità fra consuoceri oscura la storia dei due giovani fidanzati, che in “Matrimonio in famiglia” ha il giusto spazio. In realtà però essa non riesce a catturare il dovuto interesse, in quanto fagocitata dalle storie satellite dei genitori, a mio avviso molto più interessanti. Soprattutto uno dei sub-finali, in cui in una scena davvero appassionante, il padre di Marcus riesce a risolvere le sue vicende amorose.

Lasciano riflettere alcune scelte, come l’eccessiva importanza data al matrimonio, sicuramente momento importante, ma si ha quasi l’impressione che senza il sigillo nuziale non si vada da nessuna parte. Inoltre risulta ripetitivo il tema delle famiglie dalle diverse tradizioni, a cui nessuno vuole rinunciare (vedi “Il mio grosso grasso matrimonio greco” oppure la sfilza di matrimoni indiani a cui il cinema ci ha abituato). C’è anche il noto tema dei padri che mal vedono i fidanzati delle figlie e la partita di football/volley/baseball/scopone scientifico in cui lo sposo conquista la fiducia della famiglia della sposa e in cui si approfitta per consolidare la propria autorità. Per farla breve, niente di nuovo, a parte il capretto messicano che fa fuori un intero barattolo di viagra (quella proprio ci mancava).

A controbilanciare la scarsa originalità vi è però una profondità di pensiero, espressa in modo adeguato. Belle e realistiche le battute sui propri sogni e quelli che i genitori vorrebbero, sulla propria felicità e non su quella che gli altri credono sia giusta per noi.

In generale è da premiare il contenuto rispetto alla forma, una roba un po’ anomala, ma proprio per questo ancora più apprezzabile. Soprattutto è mancata quella leggerezza, quella comicità un po’ più demenziale ad accompagnare un’idea discreta che poteva essere resa in modo migliore.

Buona prestazione di Foster Whitaker, di Regina King e di America Ferrera, che tuttavia non riesce a spiccare in questo tipo di film, quanto riesce a farlo nella serie tv. Ottima la fotografia e la scelta di alcuni stratagemmi cinematografici.

Tron Legacy

Spesso nella storia del cinema di fantascienza ci siamo imbattuti in bizzarri films che pretendevano di tracciare un futuro quanto meno inverosimile: la Disney nel 1982 ne tirò fuori uno particolarmente curioso, sull’onda del successo planetario che i primi videogames arcade poterono vantare.

Si chiamava ‘TRON’, e fu uno shock pionieristico: per primo fece largo uso della computer grafica (ai massimi livelli per le potenzialità dell’epoca) e per primo suggerì la tematica del rapporto tra reale e virtuale che spesso negli anni a venire avremmo ritrovato sulle pellicole mondiali (non ultima quella, splendida, dei fratelli Wackowsky: Matrix).

Tutto questo ritornerà il 17 Dicembre 2010 (in Italia sarà a Gennaio 2011) con Tron Legacy, un seguito che porta con se già un bel pò di aspettative. Sarà “wow” come il precedente? Sarà ancora ‘avanti’ per grafica? Il protagonista dell’epoca, Jeff Bridges, interpreterà un doppio ruolo piuttosto insolito: reciteranno sullo schermo l’attore in carne e ossa e la sua versione giovane, ricostruita al computer.

Eccovi un trailer in italiano.

La trama – Nel 1989 Kevin Flynn crea il videogioco più venduto della storia, ma dopo poco, sparisce, abbandonando il figlio, Sean di 7 anni. Una telefonata inaspettata fa sperare a Sean che suo padre non sia scomparso del tutto…

Che dire? Ci saremo!

“Man in black 3″ nel 2012

Il cinema che verrà sembra proprio fatto di grandi ritorni, l’ultimo di cui si ha notizia è quello di “Men in Black”, che sarà sugli schermi nel maggio 2012 con il terzo episodio.

Alla regia ci sarà ancora una volta Barry Sonnenfeld, mentre il produttore esecutivo sarà Steven Spielberg. E’ dato per certo anche il ritorno di Will Smith, nei panni di James Edwards alias “Agente J”, si sta trattando invece per avere la presenza anche del mitico “Agente K”, ossia Tommy Lee Jones.

Il terzo capitolo lascerà sicuramente entusiasti i fan di tutto il mondo, soprattutto perché la Columbia Pictures, ha annunciato che sarà prodotto in 3D.

“Men in Black” è uno dei film di maggior successo della Columbia Pictures, sulla scia del quale ruotano numerosi altri progetti, quali videogiochi e canzoni, come quella incisa dallo stesso Will Smith. Un ritorno, quindi, non può far altro che risvegliare vecchi ricordi e mantenere accesa una passione condivisa da molti, in molte parti del mondo.

Nanni Moretti e la “terapia pontificia”

Tra i vari film che sono attraccati in porto, pronto a salpare, uno tra i più intriganti è “Habemus Papam” del grande Nanni Moretti.

Il film è ispirato liberamente alla figura di Celestino V, e tratta di un cardinale che, dopo essere stato eletto Pontefice, depresso ed intimorito da questo ruolo, si rivolge ad un terapista.

Il regista assicura che non sarà un film prettamente doloroso e drammatico, e che non ci saranno chiari riferimenti a quella che è la situazione odierna. Al contrario il tema sarà trattato in modo abbastanza soft, non senza qualche guizzo di comicità.

Le riprese sono partite a febbraio e gli ambienti vaticani sono stati ricreati a Palazzo Farnese, poiché a Moretti non è stato concesso di girare nello Stato Pontificio. Protagonista del film sarà Michael Piccoli, attore parigino dalla lunga carriera, mentre il ruolo del medico terapista sarà interpretato dallo stesso Moretti. Nel cast anche Margherita Buy.

E’ un film che suscita grande curiosità, che promette di mostrare il lato umano di una figura da sempre vista come una personalità trascendentale, il tutto in una società quale quella odierna, in cui tutto sta cambiando, anche nella dimensione cattolica del nostro Paese, e nel modo di concepirla.