Archive for luglio 2nd, 2010

Daniel Radcliffe atteso al ‘Dopo Potter’

Uno dei maggiori timori degli attori è quello di non riuscire a staccarsi dal proprio personaggio nell’immaginario collettivo degli spettatori, qualora il loro volto viene automaticamente collegato al protagonista di turno.

Uno dei casi più recenti è quello che lega Daniel Radcliffe al maghetto Harry Potter, il cui volto è inimmaginabile senza le sembianze del giovane attore.

Ma Radcliffe non ha intenzione di legare l’epilogo della saga cinematografica che l’ha reso famoso, con la fine della sua carriera, e infatti presto sarà il protagonista di “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, tratto dal celeberrimo romanzo di Erich Maria Remarque, (che già ha avuto diverse versioni cinematografiche), in cui interpreterà il soldato tedesco Paul Baumer.

E’ la prova del nove per Radcliffe nonché un’occasione fondamentale per un’evoluzione di carriera e un consolidamento nel panorama cinematografico, lontano da mantelli, bacchette e formule magiche.

La volontà di una svolta di carriera è già stata espressa diverse volte dall’attore che, anche tra scandali e polemiche, in passato ha già provato a staccarsi da Harry Potter perseguendo una differente identità d’attore.

Venerdì 2 luglio

Salve…

Perdonate l’assenza di questi giorni. Mi auguro abbiate avuto la prontezza di vedere  giovedì, su Rete 4 alle 23.15, “La sottile linea rossa” di Terence Malick. Se l’avete perso… speriamo che ripassi presto.

Oggi molto poco da segnalare.
Alle 9.00 “Molti sogni per le strade“, commedia con la Magnani che uscì lo stesso anno di “Ladri di biciclette“,  si respira una certa area di neorealismo.

Su La 7, alle 14.05, un classico: “Ombre rosse“, film di John Ford che lanciò il Duca Wayne. Un film al quale deve molto tanto cinema successivo anche recente.   Penso, ad esempio a certe idee di Carpenter.   L’idea del piccolo gruppo, in una ambientazione molto “ristretta”,   braccato da un nemico, che trova la forza di reagire… insomma un archetipo.

Rete 4, alle  2.25 ci “regala”  il primo Fellini, quello de “Lo sceicco bianco” che faceva la caricatura del divismo dei fotoromanzi (il film è del 1952). Visto ora rimane il debutto alla regia di un grande regista con un protagonista, il giovane Sordi, che già faceva intuire cosa sarebbe diventato. E’ un film che ispira tenerezza.

A domani