Sabato 26 giugno
Oggi niente televisione… sul serio.
Io vi propongo di aderire allo sciopero dei telespettatori: spegnete la televisione e uscite con il telecomando in tasca.
Per tutti quelli che si chiedono, Uscire di casa per andare dove!?, esistono in varie città d’Italia, musei, spazi culturali, cinema, associazioni, teatri che offrono agevolazioni e aprono le loro porte a chi oggi si presenta con il telecomando in mano.
Lo sciopero dei telespettatori nasce dieci anni fa per ridare valore culturale e aggregante, al tempo sottratto dalla televisione, alla vita reale.
Spegnere la TV è l’unico modo che abbiamo per protestare contro l’impoverimento televisivo.
Lo scopo dello sciopero è quello di far cadere gli ascolti per rivendicare una televisione di qualità, con programmi d’approfondimento vero, imparziali e privi di volgarità; per avere una televisione che sia al servizio dello spettacolo e dello spettatore e che faccia riflettere, pensare. Una televisione che insegni ad essere uno spettatore critico e attento.
Questo messaggio semplice e diretto, è rivolto non solo ai telespettatori ma anche a chi lavora in televisione, cioè autori e direttori delle reti. Proponiamo di spegnere il televisore per uscire all’aperto con la propria famiglia o i propri amici, sfruttando i parchi, le piste ciclabili e gli spazi culturali.
Contro l’isolamento provocato dall’uso della TV e il suo consumo smisurato, contro la diffusa mentalità che accetta il suo potere senza alcuna replica, contro nessun programma e nessun personaggio in particolare, al di fuori di ogni schieramento, per riaffermare l’autonomia critica del singolo, vi proponiamo: oggi non accendete la TV!
A lunedì.














