Piacere, sono un po’ incinta
| Pro | Contro |
|---|---|
simpatico, divertente, leggero... con punte di grande comicità | gli evnti accadono un o' troppo velocemente, ance considerando la lunghezza del film |
| Verdetto | consigliabile, bella rivelazione |
| Voto | 75/100su 100 |
In questo ventoso week-end di stress universitario quel che mi ci voleva era un bel filmetto distensivo, leggero e poco impegnativo. Dopo un acceso dibattito di fronte alle locandine del multiplex, tra le frecce di Robin Hood e i principi di Persia, per il bene di comitiva, vince la sfida il bel faccino di Jennifer Lopez e “Piacere, sono un po’ incinta”. Film tutto sommato carino, divertente e fresco.
Ben recitato da una coppia in cui, stranamente, mi sono simpatici entrambi.
Le tematiche del film sono molto più delicate di quello che sembra. E’ un film che, nella sua estrema leggerezza, fa riflettere molto su un argomento come inseminazione artificiale, ragazze madri e dubbi di coppia.
LA TRAMA
Il film parte con Zoe, una giovane ragazza single, che si trova a riflettere su un lettino d’ospedale dove sta per effettuare l’inseminazione artificiale. Appena uscita dalla clinica incontra Stan, un ragazzo semplice e simpatico che gestisce una bancarella di formaggi. I due cominciano a frequentarsi e presto scocca la scintilla malandrina. Zoe scopre che l’inseminazione ha avuto buon esito, ma lo comunica a Stan solo dopo aver copulato nel ripostiglio delle caciotte ( scena che si candida a pieno titolo ad entrare negli annali di Hollywood). Nonostante i numerosi dubbi, che si moltiplicano con la notizia dell’arrivo di due gemelli, la storia tra i due va avanti, anche grazie all’aiuto di amici, parenti, cagnolini e improponibili componenti del gruppo terapeutico delle “madri nubili e fiere”…mai più senza.
Il lieto fine si respira a chilometri di distanza, ma è un lieto fine per cui si fa il tifo, proprio per la semplicità e la positività dei personaggi.
Bravissima e bellissima la Lopez, anche se un po’ stagionata come un pecorino del film. Per lei personaggio azzeccatissimo, recitato con classe, spigliatezza e la giusta ironia.
Bella la scelta di raccontare una tematica di così importante rilievo facendo appello a toni leggeri e personaggi comuni: lei impiegata in un negozio di animali, lui principe azzurro con un asino al posto del cavallo bianco. Semplici, umili e di spontanea simpatia. Il modo giusto per rendere il pubblico partecipe ed immedesimabile nel plot.
Un film molto carino, senza troppe pretese ma con tanto appagamento.
Valutazione più che positiva ed una nota di merito al personaggio più dolce e simpatico del film: il piccolo cagnolino senza zampette i cui occhioni valgono il sorriso di un’intera serata.














