Agora
| Pro | Contro |
|---|---|
Sceneggiatura e scenografia perfette. Storia appassionante ed inaspettatamente attuale. Impegnativo ma d'insegnamento. | Il film è un po' lungo talvolta anche dove non c'è necessita, ma è un difetto minimo se relazionato all'interesse che suscita la vicenda. |
| Verdetto | appassionante |
| Voto | 95/100su 100 |
Film impegnativo. Lungo, ma per nulla annoiante. Un’ambientazione storica, precisa, meticolosa, accorta a ricreare tutto con ammirevole fedeltà: dagli ambienti agli oggetti, dai costumi al linguaggio.
Un film in cui si mescolano tematiche estremamente importanti quali la fede, la tolleranza e il femminismo, che offrono costruttivi spunti di riflessione soprattutto se travasati nella società attuale, e non solo inquadrati nell’ottica dell’intreccio. Una storia antica, ma resa piacevolmente attuale e moderna.
LA TRAMA
Ci troviamo nel 591 d.C. Alessandria d’Egitto è una città fiorente, prestigioso centro di sapere e conoscenza. Una città famosa per la sua ricca biblioteca e per le lezioni di Ipazia, astronoma e filosofa alessandrina, predicatrice di fratellanza e tolleranza.
Nella piazza della città si incontrano e si scontrano i diversi punti di vista di due religioni: il paganesimo greco e il cristianesimo ancora alle sue fasi rudimentali. In un clima di forti contraddizioni, in cui l’affermazione personale fa a cazzotti con la misericordia per il prossimo, i cristiani riescono ad affermarsi in città.
Diversi anni dopo gli stessi cristiani si trovano a fare i conti con gli ebrei. In questo nuovo frangente ritroviamo i medesimi personaggi dello scontro con i pagani, ognuno in un ruolo diverso, ma tutti comunemente forgiati dagli insegnamenti di Ipazia. La splendida astronoma, nel frattempo, dedica la sua vita allo studio dei movimenti terrestri, che la portano a confutare la visione tolemaica geocentrica. Prendendo a pretesto i suoi studi antidogmatici, il vescovo cristiano Cirillo tenterà di eliminare Ipazia, personaggio d’ostacolo alla supremazia cristiana.
Il tragico epilogo vede la sconfitta dei buoni e la gloria dei prepotenti.
La storia ed il progresso daranno ragione ad Ipazia, ma la brillante e coraggiosa filosofa è tuttora ricordata in modo del tutto riduttivo.
Il film è di grande insegnamento. E’ un monito per imparare ad essere tolleranti e ad essere pronti a mettere in discussione ciò in cui crediamo e in cui ci fanno credere.
Alla grande profondità della narrazione si accompagna un meritevole lavoro di sceneggiatori e scenografi, a cui vanno le lodi per l’affascinante riproduzione degli ambienti e degli usi alessandrini: la biblioteca, le pergamene, i dadi, gli strumenti musicali, il ricorso al metateatro con gli uomini ad interpretare parti femminili, lo sciacallaggio di guerra, le donne pagate per piangere ai funerali. Superba la scena in cui i due discepoli di Ipazia “abbandonano” la loro maestra, mentre sullo sfondo, per contrarto, c’è la statua della lupa che allatta Romolo e Remo. Tutti questi accorgimenti ci fanno capire quanto il lavoro sia stato accorto, come ogni singola scena sia stata studiata nei minimi dettagli per confezionare un prodotto di qualità, come di fatti è Agora.
Un’ultimo plauso va alla magnifica interpretazione e alla straordinaria bellezza di Rachel Weisz.














