L’uomo nell’ombra
| Pro | Contro |
|---|---|
atmosfere interessanti, coinvolgimento totale | nessuno |
| Verdetto | avvolgente |
| Voto | 82su 100 |
Lasciamo perdere le questioni private e giudiziarie di questo regista e restiamo ai fatti: Roman Polansky è semplicemente un genio, uno di quei registi capaci di assorbire le atmosfere di un romanzo e restituire agli spettatori quella stessa letteratura di cui sono intrise le pagine lette.
E di letteratura, di fatto, si parla in questo film dal sapore hitchcockiano: la letteratura che nobilita, che millanta, che svilisce una persona e può riscattarla. Il personaggio principale è il classico vaso di coccio capitato controvoglia in una storia che da subito sembra più grande di lui: stimolato ai limiti dell’aggressione da un agente troppo ‘rampante’, non ha il tempo di decidere per lui e affronta l’impresa di riscrivere una enorme biografia in poco meno di un mese.
La vita di una persona è ciò che si intuisce tra le righe, e molti particolari che sembrano secondari finiscono per emergere in tutta la loro drammaticità : il regista si sistema in mezzo, tra la storia e le vicende dei personaggi (privati ad arte di ogni contesto, sotto un cielo plumbeo e piantati su platee teatrali fatte di mobili minimalisti), e finisce per renderci fuggiaschi.
Film splendido che rende davvero l’idea di quanto sia diversa la cinematografia degli esordienti da quella delle vecchie volpi. Consigliatissimo.














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