Archive for aprile 13th, 2010

Il cacciatore di ex

Ad essere sincero ero un po’ prevenuto nei confronti di questo film, credevo di imbattermi nella solita commedia americana, banale e con un alone di demenzialità neanche troppo velato, in cui le controversie di coppia vengono sviscerate tra isterismi, riferimenti sessuali e retorici luoghi comuni, salvo risolversi nello scontatissimo “happy end” prevedibile sin dai titoli iniziali, con tarallucci e vino, scadente, per tutti. Quella che ho trovato invece è una commedia, divertente e originale, dinamica, con una goccia di thriller e di poliziesco a sporcare la fastidiosa atmosfera da “Mulino Bianco” di cui sopra.

LA TRAMA

Milo (Gerard Butler) e Nicole (Jennifer Aniston) sono una coppia divorziata.

Lui, simpatico come un bacherozzo nella zuppa, è un cacciatore di taglie (una specie di Renegade dei poveri, ma molto più altezzoso), lei è la classica giornalista impicciona con la passione per le investigazioni “fai da te” e per i guai.

Per un piccolo disguido giudiziario Nicole diventa la taglia del suo ex marito, il quale, armato fino ai denti, manco dovesse catturare Bin Laden, riesce ad acciuffarla e a metterle i bastoni tra le ruote nelle indagini su un misterioso suicidio.

Per la legge del contrappasso, un’improbabile banda di sadici dà la caccia a Milo, a causa di un vecchio debito di gioco. Tale banda si trova a fare i conti con un bizzarro spasimante di Nicole, che non c’entra assolutamente nulla con l’intera narrazione e che, spero per questo motivo, viene torturato per gran parte del film.

Su questo scenario agro-dolce di sparatorie, battute, inseguimenti ed epiche peripezie, i due protagonisti si troveranno a fare i conti con le vecchie ferite e la ritrovata complicità…non senza i dovuti dubbi, ripensamenti e tentennamenti che contribuiscono a dare al tutto un gustoso sapore realistico.

Dal punto di vista della regia, a parte qualche imperfezione (la Aniston dopo una passeggiata sui tacchi si ritrova misteriosamente scalza qualche fotogramma più avanti), il film gioca molto sul piano spazio-temporale, in un rimando di sincronismi e affinità di eventi. Pregevoli sia l’analessi che, dopo l’avvincente e spiazzante scena iniziale, ci riporta dolcemente all’origine della vicenda, sia la citazione omerica buttata lì senza troppe pretese. Magistrale interpretazione di Jennifer Aniston che si conferma attrice dotata di talento, ironia e comicità, qualità rare, acquisite anche grazie la significativa esperienza nella sit-com, da cui è riuscita a staccarsi trovando una sua identità ben definita sotto luci di più alto prestigio.

Pellicola fresca, divertente, semplice, ma intelligente, adatta per una serata distensiva e poco impegnativa.

L’uomo nell’ombra

Lasciamo perdere le questioni private e giudiziarie di questo regista e restiamo ai fatti: Roman Polansky è semplicemente un genio, uno di quei registi capaci di assorbire le atmosfere di un romanzo e restituire agli spettatori quella stessa letteratura di cui sono intrise le pagine lette.

E di letteratura, di fatto, si parla in questo film dal sapore hitchcockiano: la letteratura che nobilita, che millanta, che svilisce una persona e può riscattarla. Il personaggio principale è il classico vaso di coccio capitato controvoglia in una storia che da subito sembra più grande di lui: stimolato ai limiti dell’aggressione da un agente troppo ‘rampante’, non ha il tempo di decidere per lui e affronta l’impresa di riscrivere una enorme biografia in poco meno di un mese.

La vita di una persona è ciò che si intuisce tra le righe, e molti particolari che sembrano secondari finiscono per emergere in tutta la loro drammaticità: il regista si sistema in mezzo, tra la storia e le vicende dei personaggi (privati ad arte di ogni contesto, sotto un cielo plumbeo e piantati su platee teatrali fatte di mobili minimalisti), e finisce per renderci fuggiaschi.

Film splendido che rende davvero l’idea di quanto sia diversa la cinematografia degli esordienti da quella delle vecchie volpi. Consigliatissimo.

Martedì 13 Aprile

Buongiorno a tutti.

Questa sera, alle 21,10 su Italia 1, ci sarebbe il primo “Hulk”, diretto da Ang Lee, regista Tawianese che ha vinto per due volte il Leone d’oro a Venezia. Il suo “Hulk” non è esattamente riuscito, almeno secondo me, ma è pur sempre un film diretto da un due volte Leone d’oro: un super eroe molto più autoriale di altri adattamenti, forse per questo non funziona come ci si aspetterebbe. Però gli darei una possibilità.

Nel pomeriggio, alle 14, 05 è interessante su La 7, “Arco di Trionfo”, il cast è sontuoso: Bergman, Laughton e Boyer in un film ambientato poco prima della seconda guerra mondiale. Forse un po’ melodrammatico… ma per il pomeriggio può andare.

In serata, alle 21,10 su Rete 4, il solido “Debito di sangue”, dirige l’immenso Clint Eastwood nel ruolo di un poliziotto con il cuore trapiantato alle prese con la caccia al serial killer che ha ucciso la donna da cui ha ricevuto in dono il cuore.

In nottata Italia1, alle 3.10, spolvera un classico robusto film di Lenzi: “Il cinico, l’infame e il violento”, con Maurizio Merli, Thomas Milian e Carmine Orrico, alias John Saxon, insomma il meglio del polizziottesco italico.