Archive for aprile, 2010
Difficile inquadrare questo film nel solo genere horror. “La città verrà distrutta all’alba” è molto altro. E’ azione, è sentimento, è dolore.. emozione!
E’ un film poliedrico, curato in ogni suo aspetto in modo da rendere naturale anche ciò che obiettivamente non lo è.
Grandissimo lavoro di fotografia, musiche, scenografia e sceneggiatura.
LA TRAMA
Ci troviamo a Ogden Marsh, una cordiale cittadina degli Stati Uniti.
Durante un incontro di baseball Rory Hamill, un abitante del posto, invade il campo da gioco armato di un fucile e viene ucciso per legittima difesa dal giovane sceriffo David Dutton. Inizialmente l’incauto gesto di Hamill è attribuito ad uno stato di ebbrezza, ma presto quest’ipotesi sarà smentita non solo dalle analisi, ma anche dallo strano comportamento di diversi cittadini, che si troveranno ad essere spietati ed inconsapevoli carnefici. Durante le indagini David, insieme al suo vice Russe, scopre che un aereo militare è precipitato nel fiume vicino alla città, contaminando, con il suo carico, tutta l’acqua potabile del posto e, di conseguenza, le menti dei cittadini. Improvvisamente la città è messa sotto assedio da un battaglione dell’esercito (a conoscenza dell’allarme battereologico), incaricato di deportare la popolazione e di isolare i contagiati.
Tra questi ultimi c’è Judy, la moglie dello sceriffo che è incinta e che proprio per questo motivo risulta erroneamente malata.
David e Russel riescono a fuggire e a mettere in salvo Judy e la sua assistente Becca.
I quattro dovranno vedersela non solo con l’esercito, e con i contagiati sopravvissuti, ma soprattutto con la minaccia di aver contratto l’orribile virus. Una corsa contro la morte e contro il tempo, da portare a termine prima che la città venga completamente distrutta.
Il film è il rifacimento dell’omonimo lavoro di George A. Romero, datato 1973. L’originale, a differenza del remake, seguiva una doppia linea narrativa raccontando non solo le vicende della popolazione, ma anche quelle burocratiche per nascondere l’accidentale diffusione dell’arma batteriologica.
Sul piano cinematografico particolare fascino assumono i cambi di scena e le presentazioni dei luoghi che avvengono talvolta in modo fumettistico, talvolta con il ricorso ad immagini satellitari, di grande impatto sullo spettatore.
La sceneggiatura è intelligente, in alcuni casi geniale. Le componenti horror sono studiate e realizzate con attenzione ed efficacia, e assicurano suspense e tensione anche grazie ad un gioco d’illusioni e suggestioni incondizionate di cui gli stessi protagonisti si fanno complici, creando a loro volta situazioni “horror”.
Le morti non sono scontate, come accade di solito, e tutto, seppur tangibilmente assurdo, è caratterizzato da un’astuta struttura realistica, che non viene a mancare nemmeno nei dettagli apparentemente insignificanti, ma che non in tutti i film si degnano di curare (per fare un esempio banale, la barba del protagonista, dopo due giorni di peripezie, ci appare verosimilmente incolta)
L’epilogo non è esageratamente prevedibile e, soprattutto, non è banale come sarebbe stato facile rappresentare (già mi aspettavo la coppietta di nuovo al sicuro a cullare il loro bimbo), ma è coerente con tutta la linea seguita dal film. Un film gradevole, ricco di pathos e di coinvolgimento, non monotono e lento, ma dinamico e originalmente imprevedibile.
Oggi è una gran bella giornata.
Posso segnalare solo tre, quattro cose, ma sono grandi cose.
Incominciamo con il rullo di tamburi, fanfare e pistolettate.
Alle 14,05, La 7 continua a tirare fuori cose di John Ford.
Oggi tocca a “Sfida infernale” con Henry Fonda. Un film sull’O.K. Corral considerato pressappoco una pietra miliare. Un paio di anni fa ne usci’ una versione in DVD con la doppia versione, quella originale che credo sia quella che va in onda e la famosa pre-release rimontata dal produttore. Se non l’avete mai visto dovete assolutamente registrarlo.
Nel pomeriggio Rete 4, alle 16,10, “Marnie” di Hitchcock. Secondo e ultimo episodio in cui il maestro del brivido dirige la bionda Tippi Hedren dopo “Gli uccelli”. Thriller psicanalitico considerato uno dei migliori film di Hitchcock. Sean Conner all’epoca, siamo nel 1964, era già un famoso Bond e in questo film dimostra di sottrarsi al cliché dell’agente segreto carismatico, ironico e affascinante.
In nottata Rai 3, ed è questo il mio appuntamento di oggi, doppio Cassavetes: alle 1,55 “Volti”. Versione originale sottotitolata. Progetto sperimentale, girato in 16 millimetri con attori non professionisti, durata originale 16 ore. Rimontato e ridotto a 2 per raccontare una grave crisi coniugale. Sembra un film terribile ma tre nomination all’Oscar e la stima di Scorsese devono pur significare qualcosa. A seguire, alle 4,00, ancora Cassavetes con “Una moglie”.
A domani.
Uno dei film culto del cinema italiano, capolavoro indiscusso del grandissimo Mario Monicelli è, senza ombra di dubbio, “Amici miei” del 1975. Un film che ha fatto epoca e che a distanza di anni trova grande riscontro fra giovani e meno giovani, grazie alle sue scene storiche e alle sue trovate geniali, quali la “supercazzola”, astuto giro di parole senza senso, ancora oggi usato da studenti birbanti per spiazzare saccenti prof.
Proprio in questi giorni sono in atto le riprese per il prequel di questo film senza tempo, che racconta gli scherzi, non sempre innocenti, di cinque affiatatissimi amici fiorentini, interpretati nel ‘75 da Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Duilio Del Prete, Philippe Noiret e Adolfo Celi.
Il prequel sarà ambientato nella Firenze del ‘400, alla corte di Lorenzo ‘de Medici. Protagonista sarà una cinquina d’eccezione formata da Michele Placido, Christian De Sica, Giorgio Panariello, Paolo Hendel e Massimo Ghini.
La produzione sarà di Aurelio e Luigi De Laurentis, mentre la regia sarà firmata da Neri Parenti, che avrà il compito non certo di superare, ma di rendere almeno giustizia all’intoccabile successo del Maestro Monicelli.
Mi raccomando, allora! Antanum Blinda al Cinema tutti come se fosse Antani! Per la Confraternita Pulitiva 
Giornata assai magra quella di oggi con due cose da segnalare.
Alle 23,45 su Rete 4 abbiamo “Hero”, sontuoso e coreografico Wuxiapian diretto dal cinese Yimou Zhang che, quandò uscì, era accompagnato da strilli pubblicitari che tiravano in ballo perfino Tarantino. Francamente non è che mi entusiasmò, ma per le cose con gli occhi a mandorla sono sempre un po’ freddo, ma ammetto che l’impatto visivo, il gusto per la costruzione delle scene, le scenografie mozzafiato e le ampie panoramiche hanno notevole fascino. Il regista è lo stesso del superbo, meraviglioso e imperdibile “Lanterne rosse”.
In nottata, 1,50 Retequattro, un thriller di Fulci con la Bolkan: “Una lucertola con la pelle di donna”, non lo conosco ma potrebbe valere la pena.
Che ci crediate o no per oggi è tutto.
A domani.
Dopo averci fatto ridere in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi, Aldo, Giovanni e Giacomo passano agli oceani, non senza sollevare qualche critica, ma a noi va bene così.
Il trio comico più amato degli ultimi anni torna a stupirci in una nuova veste e con un progetto del tutto originale.
Si tratta di “Oceani 3D”, un documentario firmato da François e Jean-Jacques Mantello, già uscito in altri paesi europei, che tratta del viaggio oceanico di una tartaruga marina.
Il film non ha riscosso particolare successo nelle sale estere, a causa della lentezza e monotonia del prodotto. Per questo motivo in Italia è stato deciso di apportare una vera e propria rivoluzione al film, con l’intervento di Aldo, Giovanni e Giacomo, doppiatori d’eccezione: la scelta ha sollevato qualche critica da parte dei ‘puristi’ del genere, e i dialoghi (che non sono opera del Trio, ma scritti da Pino Insegno) secondo i detrattori stonerebbero con l’atmosfera più ‘classica’ delle musiche e del prodotto in generale.

Aldo, Giovanni e Giacomo
Non siamo d’accordo, e stavolta vige il principio per cui il fine giustifica i mezzi: questo è un progetto curioso, che prende un lavoro prettamente scientifico, quale il documentario, e vi innesta una garantita dose di comicità, in modo da unire la conoscenza all’allegria, stimolando il pubblico alla cultura e all’informazione, perché, nonostante le risate, l’intento è di focalizzare l’attenzione anche sulle problematiche che colpiscono gli oceani e la natura in generale, e dunque ben venga il doppiaggio ‘simpatico’.
Interessante anche il ruolo dei tre artisti, che da sempre ci hanno abituato ad apprezzare il loro genio e la loro impareggiabile simpatia in sketch e commedie di collaudata efficacia, e che ora con umiltà e coraggio si mettono in gioco in un qualcosa di estremamente rischioso, ma anche estremamente costruttivo.