Venerdì 26 Febbraio
Secondo me, chi cura i palinsesti di Rete 4 è un appassionato di Kubrick. Ormai ne passa almeno uno a settimana.
Questa sera (23,40) è il turno di “Arancia Meccanica” che ancora oggi è un pugno nello stomaco non tanto, e non più, per la violenza delle sequenze, ma per la morale sottesa a tutta la vicenda. Un occasione per vederlo se, ancora, non l’avete visto.
Molto interessante è “L’ultimo apache” (La 7, ore 14,05) , western del 1954 diretto da Aldrich, con Burt Lancaster. E’ un film che piacque molto a Scorsese ( ne parla nel suo documentario sul cinema americano) e che inaugura il filone dei film western che “tifano un po’ per gli indiani”, filone che avrà ottimi esponenti e di cui “Avatar” è una recente e modernista espressione.
Su Rete 4 alle 2, 25 “I vinti” di Antonioni, film che potrebbe aver ispirato “Gioventà bruciata” e che forse è uno dei lavori più incisivi del maestro ferrarese.
In nottata (Rai 3 alle 3,15) il talento del danese Von Trier alle prese con la “Medea” adattata da Carl Theodor Dreyer e mai portata sullo schermo. Film prodotto dalla televisione danese. E’ inedito in Italia e, secondo me, dovete almeno registrarlo per vederlo poi con calma. Magari potete paragonarlo con quello di Pasolini e riflettere sul modo in cui la televisione danese impiega i suoi soldi. Esattamente come quella italiana.














