Archive for febbraio, 2010

Domenica 28 Febbraio

Giornata che si  preannuncia molto ricca a cominciare dal primo mattino.

Rai 3, a quanto pare,  ha l’abitudine di trasmettere un film italiano ogni domenica mattina. Oggi, alle 9,20 ,  tocca a “Riso amaro”, film neorealista di grosso successo e di enorme fama. La bellissima Silvana Mangano insieme a Gassman e Raf Vallone in una storia di collane rubate e ondine. Sceneggiatura, tra gli altri, di Corrado Alvaro e Carlo Lizzani.

Nel pomeriggio (Rete 4,  alle 15,35) un famoso disaster movie degli anni ’70, “‘L’inferno di cristallo” di John Guillermin, che dopo poco dirigerà il primo remake di King – Kong. “L’inferno di cristallo”  allinea il solito cast all stars (Paul Newman e Steve MC Queen insieme a William Holden, Faye Dunaway e Fred Astaire). All’epoca questo film ebbe un sucesso strepitoso e, secondo me, funziona ancora oggi, anche in considerazione del fatto che il genere “disastroso” è tornato di moda con l’avvicinarsi del 2012.

Ancora nel pomeriggio, (Italia 1 16,55) “Z la formica” uno dei primi lungometraggi della Dreamworks, carino, oltre che per la storia, anche per la strana  antropomorfizzazione dei personaggi. Il cattivo sembra Martin Landau, il buono Robert De Niro.

Grandi cose durante la notte, su La 7, alle 1,40  “Misterioso omicidio a Manhattan”, uno degli ultimi film divertenti di Woody Allen, in cui c’è la memorabile battuta “Io non posso ascoltare troppo Wagner, lo sai: già sento l’impulso ad occupare la Polonia”.

Notte fonda, Rai 3, doppio imperdibile appuntamento  alle 1,50  “1975: occhi bianchi sul pianeta Terra” e  alle 3,30 “L’ultimo uomo della Terra”. Due adattamenti di uno stesso romanzo di Richard Matheson; il terzo adattamento, discreto, è stato  il recente “Io sono leggenda”.
Si tratta di due grandi film, il primo con Chalton Heston e il secondo, in bianco e nero, con Vincent Price, i quali, pur provenendo dallo stesso romanzo, sanno essere molto diversi.
Quello con Price (migliore?) è girato in una Roma spettrale, mentre l’altro con Heston a Los Angeles. Price combatte con simil zombie, Heston con personaggi che ricordano i vampiri.
Ancora in nottata alle 2,10, è  da non perdere “Infernal Affairs”, film di Hong Kong. Si tratta del primo lavoro di una trilogia. Perchè è da vedere?

Il fatto che abbia ispirato “The departed” di Scorsese è il minimo.
Buon divertimento.

Sabato 27 Febbraio

E’ sabato e, almeno questa volta,  i palinsesti sembrano disinteressarsi del pubblico cinefilo.
Oggi, infatti, sui canali Low-Cost, c’è molto poco.

Nel pomeriggio, Raisat Cinema alle 14,35, uno dei migliori film italiani degli ultimi dieci anni: “Buongiorno, notte” di Bellocchio a proposito del rapimento e uccisione di Aldo Moro.
Nella  notte (2,45 Rai 1) potrebbe essere interessante  “Suso  racconta” documentario diretto da Luca Zingaretti dedicato a Suso Cecchi d’Amico, colonna del cinema italiano che ha sceneggiato, tra gli altri, “Ladri di biciclette”, “Miracolo a Milano”  “Vacanze romane”, “Senso”.

Ancora un documentario d’autore  su Rai 3 (1,45): Pollack racconta “Frank Gehry – Creatore di sogni”.
Poco altro, a meno che non vi stuzzichi (alle 4,20 su Raisat cinema)   “Fritz il gatto -  Il ritorno del pornogatto” storico cartone animato  del 1972  tratto dai fumetti di Robert Crumb,  diretto dal mago Ralph Bakshi.

Nulla di eversivo e, a quanto ricordo, doppiato e tradotto da cani.

Sir Hopkins,dall’uomo lupo agli esorcismi

Smessi i panni del signor Talbot in “The Wolfman”, per Anthony Hopkins arriva un nuovo ruolo, questa volta sarà un prete esperto di esorcismi che pratica dei riti non proprio tradizionali.

Il film in cui reciterà è “The Rite”, un thriller basato su fatti realmente accaduti e questi due elementi per chi ama questo genere di cose e già una garanzia. A dare la notizia è stato l’Hollywood Reporter, che racconta anche che il film sarà diretto da Mikael Hafstrom, regista di Attrazione letale.

Il film si basa sul libro di Matt Baglio dal titolo “Il Rito. Storia vera di un’esorcista di oggi” che racconta la storia di padre Gary, un sacerdote californiano al quale viene chiesto di seguire un corso di esorcismo a Roma, lui da scettico diventa credente, sotto la guida di grandi esorcisti capisce che la presenza del demonio è vera e reale, ed è molto diffusa. Ma in questi corsi lui dovrà imparare anche a distinguere tra il reale “possesso da parte del demonio” e quelle che sono le malattie mentali. Lo scrittore ha seguito l’apprendistato di padre Gary con l’occhio del giornalista investigativo.

Il produttore esecutivo sarà Christy Fletcher, la supervisione sarà affidata a Richard Brener e Merideith Finn, mentre l’adattamento cinematografico della storia del libro sarà affidata a Michael Petroni.

Il resto lo scopriremo insieme strada facendo su Cinecircus :)

Venerdì 26 Febbraio

Secondo me, chi cura i palinsesti di Rete 4 è un appassionato di Kubrick. Ormai ne passa almeno uno a settimana.

Questa sera (23,40) è il turno di “Arancia Meccanica” che ancora oggi è un pugno nello stomaco non tanto, e non più, per la violenza delle sequenze, ma per la morale sottesa a tutta la vicenda. Un occasione per vederlo se, ancora, non l’avete visto.
Molto interessante è “L’ultimo apache” (La 7, ore 14,05) , western del 1954 diretto da Aldrich, con Burt Lancaster. E’ un film che piacque molto a Scorsese ( ne parla nel suo documentario sul cinema americano) e che inaugura il filone dei film western che “tifano un po’ per gli indiani”, filone che avrà ottimi esponenti e di cui “Avatar” è una recente e modernista espressione.
Su Rete 4 alle 2, 25 “I vinti” di Antonioni, film che potrebbe aver ispirato “Gioventà bruciata” e che forse è uno dei lavori più incisivi del maestro ferrarese.
In nottata (Rai 3 alle 3,15) il talento del danese Von Trier alle prese con la “Medea” adattata da Carl Theodor Dreyer e mai portata sullo schermo. Film prodotto dalla televisione danese. E’ inedito in Italia e, secondo me, dovete almeno registrarlo per vederlo poi con calma. Magari potete paragonarlo con quello di Pasolini e riflettere sul modo in cui la televisione danese impiega i suoi soldi. Esattamente come quella italiana.

An education

Londra, 1961. Qualcosa sta per sbocciare. E per tutti i 100 minuti continuerete a chiedervi se questo qualcosa è la maturità di Jenny (Carey Mulligan) oppure la trama del film. An education” altro non è che una breve finestra sulla vita di una sedicenne londinese, secchiona per una volta non bruttina, violoncellista, con in testa solo Oxford, anche grazie ai rimpianti e al volere del papà “borghesuccio”. Come ogni passerotto nato e cresciuto in gabbia, Jenny coglie al volo e con un po’ di incoscienza l’opportunità di portare le proprie piume in posti nuovi, grazie all’intraprendenza del maturo David (Peter Sarsgaard). E qui Nick Hornby, alla prima prova da sceneggiatore, ne avrebbe a bizzeffe di ipotesi per tenere gli spettatori incollati alla poltrona per la restante parte del film. Invece, forse per rimanere in linea con il memoriale della giornalista inglese Lynn Barber (da cui è tratta la sceneggiatura), Hornby non fa il salto e ci lascia con un po’ di amaro in bocca. Non aspettatevi una favola, insomma, piuttosto uno spaccato della Londra dei Sixties che furono. Piacevoli le ricostruzioni degli ambienti e le musiche scelte per la colonna sonora.