L’Uomo che verrà

L’Uomo che verrà
Regia: Giorgio Diritti
Sceneggiatore: Giorgio Diritti, Tania Pedroni, Giovanni Galavotti
Cast: Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Claudio Casadio, Greta Zuccheri Montanari
Fotografia: Roberto Cimatti
Musiche: Marco Biscarini, Daniele Furlati
Paese: Italia, 2010
Genere: drammatico
Durata: 117 min minuti



“L’uomo che verrà” è un film intenso e commovente sui fatti della Strage di Marzabotto: si tratta di una serie di ritorsioni crudeli commesse dai nazisti tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 nel Bolognese.

Come forse saprete, le truppe tedesche si vendicavano sulla popolazione inerme dei danni ricevuti dalle formazioni partigiane (una in particolare, Stella Rossa), e specie con l’avvicinarsi della sconfitta gli attacchi si fecero spietati… la strage di Marzabotto è uno dei più gravi crimini di guerra contro la popolazione civile.. pensate: 800 morti in 6 giorni, intere frazioni cancellate anche con armi pesanti, persone mitragliate in chiesa, parroci decapitati..un assurdo!!

Questo è l’evento che fa da sfondo alle vicende di una bambina di 8 anni, che si trova a dover crescere in fretta mentre la guerra infuria e la sua famiglia è braccata: sua madre aspetta un bambino (è lui “l’uomo che verrà”) che nascerà proprio nel 1944, all’inizio dell’offensiva tedesca lungo le campagne emiliane

Per accentuare l’atmosfera (in un’operazione davvero ben riuscita) il film è in lingua originale (il dialetto bolognese di quelle zone, spesso incomprensibile) sottotitolata in Italiano: un pò come abbiamo visto in Baària di Tornatore.

Le interpretazioni degli attori sono davvero convincenti (bravissime Alba Rohrwacher e Greta Zuccheri Montanari nel ruolo di Martina) e il film è pieno di amore, emozione, tristezza.. una pellicola tutta italiana (dal budget ridotto: 3 milioni di euro) che consigliamo se volete avere un quadro maggiore di cosa successe e se volete vedere un film di spessore.

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1 commento

  1. doriano scrive:

    Vorrei proprio vederlo, se solo lo mettessero in qualche sala…….invece solo avatar

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Michele Fondato,cinefilo onnivoro (con un debole per la scelta casuale) e critico cinematografico per passione, ama le recensioni di Tullio Kezich e si diverte a farlo rimpiangere. Ma non troppo.