Archive for gennaio, 2010
Lasciato il pianeta Pandora e il suo Avatar, l’attore Sam Worthington potrebbe affilare i canini e trasferirsi nella Romania del quindicesimo secolo e vestire con un lungo mantello nero.
Potremmo chiamarlo Vlad III o Dracula, fatto sta che l’attore lanciato dal film Terminator Salvation è in lizza per il nuovo film che sarà diretto da Alex Proyas, che abbiamo visto anche a capo de “Il Corvo”, “Io Robot”. La scenggiatura è stata firmata da Matt Sazama e Burk Sharpless che sono tornati alle origini del mito del vampiro più famoso della storia partendo dalla storia vera e originale del Principe Vlad.
Il titolo, ancora provvisorio, dovrebbe essere “Dracula Year Zero”, il regista ha commentato dicendo “che finchè non iniziano le riprese non si può mai sapere, al momento siamo ancora definendo il budget e la programmazione”. A quanto pare i due sceneggiatori sono nuovi di questo mestiere e sembra che siano stati capaci di riscrivere quella che è la personalità del personaggio e hanno lavorato molto sulle cause che hanno portato il Principe a diventare Dracula.
Voi dite che vedremo qualcosa di buono e di nuovo?
Demi Moore torna al cinema, non per fare un soldato in guerra, non per fare una sexy fatalona da mozzare il fiato, ma per un remake americano di un film francese: si tratta di “LOL: Laughing Out Loud”.
Il film originale era stato interpretato da Sophie Marceau e Christa Theret, cioè madre e figlia, nel film si narra il loro rapporto e la vita di un’adolescente Lol che si affaccia all’adolescenza con tutti i problemi e i nuovi sentimenti che comporta. Vi starete chiedendo chi sarà Lol? Non sarà Demi Moore, lei sarà la madre di Miley Cyrus, la giovane attrice di Hannah Montana. La regia sarà sempre affidata a Lisa Azuelos, già presente nel film originale, mentre la produzione sarà di Michael Shamberg e Stacey Sher.
Qualcuno pensa che la decisione di far salire a bordo l’idolo delle teen agers sia un segnale di un forte cambiamento per il film, che non dovrebbe aver un profilo realistico e delicato come quello d’oltralpe.
Staremo a vedere come andranno a finire le trattative, voi che ne dite? Intanto vedremo presto le due alle prese con i loro prossimi film in uscita al cinema per Demi Moore “Happy Tears” e “The Joneses” e per la Cyrus “The Last Song”.
Un film poco strutturato, chiassoso e ‘invadente’ che quasi disturba alla visione: potrei intitolarlo “come prendere il peggio dalle pellicole d’azione americane degli anni ’80″.
Non a caso ha impiegato praticamente due anni a finire nelle sale italiane (più di un anno di attesa per quelle americane): si tratta peraltro di un remake da un film del 1999 degli stessi registi (i fratelli Pang) che girarono il primo. Un altro brillante esempio (insieme a “The Grudge”) di come gli americani riescano talvolta a peggiorare perfino pellicole nate già stanche nella loro versione originale.
La trama? Un dettaglio trascurabile, superato da inseguimenti ed esplosioni seminate qua e là evidentemente con un software random (sempre anni ’80)
Joe(Nicolas Cage) un killer senza scrupoli, arriva a Bangkok per uccidere quattro nemici di un boss criminale, Surat. Per finire il suo incarico, assume Kong(Shahkrit Yamnarm), un ladro di strada che dovrà fare delle commissioni per lui. E alla fine cosa succede? Joe diventa il mentore del ragazzo, si innamora di una commessa di un negozio locale e cade in una profonda crisi d’identità, pensa alla sua vita solitaria da killer che ha sempre fatto e sulla realtà che ora potrebbe vivere ..ma qualcosa va storto, il malavitoso vuole liberarsi di lui.
Colpirà i suoi affetti?
Certa è una cosa: non ha colpito gli spettatori, che non credo premieranno la pellicola al botteghino.
Qualcuno, tra le nuvole, ci rimane spesso solo con la testa. Qualcun altro invece ci passa tutta la vita.
Dopo il lobbysta di “Thank you for smoking” e la teenager di “Juno”, Jason Reitman ci presenta un altro perfetto cinico (o presunto tale). Ryan Bingham (George Clooney) è un tagliatore di teste, ossia uno che per lavoro licenzia i dipendenti degli altri. Ed è pure uno dei migliori: grande esperienza nel campo, capacità di prevedere le reazioni degli sfortunati, autocontrollo da vendere. Per questo motivo vive perennemente in viaggio – up in the air, come recita il titolo originale – atterrando solo per portare a termine il suo sporco ma pagatissimo lavoro.
Sulla scia di un moderno nomadismo, la distanza dalla terra ferma l’ha portato a prendere distanza anche dalla vita ferma. Pensa di poter fare a meno di una casa, di un legame affettivo, di una progenie, magari sostituendoli tutti con un unico obiettivo: raggiungere i dieci milioni di miglia aeree.
Tra un viaggio e l’altro, c’è sempre il tempo per un benservito, dato a personaggi interpretati non da attori professionisti ma da americani che, a causa della recente crisi, hanno perso per davvero il lavoro. Reitman (figlio d’arte, il papà era il regista dei Ghostbusters) usa così la scusa della commedia per affrontare – al di fuori dei soliti schemi – l’attualissimo tema della disoccupazione targata USA.

E anche la storia d’amore, che ad una prima vista potrebbe sembrare elemento d’obbligo in un film del genere, in realtà serve solo a mostrare un quadro il più completo possibile del protagonista. Il pericolo insito nel mettere sullo schermo un personaggio come Bingham, infatti, era presentare un personaggio piatto, in questo caso un uomo tutto d’un pezzo. Invece il nostro tagliatore di teste è venuto fuori sfumato ben bene, con luci ed ombre, convinzioni e paure, sogni e rimorsi. Un personaggio che, tra un check-in sbrigativo e il sorriso di una hostess, sembra vivere per davvero. Pericolo sventato.
“L’uomo che verrà” è un film intenso e commovente sui fatti della Strage di Marzabotto: si tratta di una serie di ritorsioni crudeli commesse dai nazisti tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 nel Bolognese.
Come forse saprete, le truppe tedesche si vendicavano sulla popolazione inerme dei danni ricevuti dalle formazioni partigiane (una in particolare, Stella Rossa), e specie con l’avvicinarsi della sconfitta gli attacchi si fecero spietati… la strage di Marzabotto è uno dei più gravi crimini di guerra contro la popolazione civile.. pensate: 800 morti in 6 giorni, intere frazioni cancellate anche con armi pesanti, persone mitragliate in chiesa, parroci decapitati..un assurdo!!
Questo è l’evento che fa da sfondo alle vicende di una bambina di 8 anni, che si trova a dover crescere in fretta mentre la guerra infuria e la sua famiglia è braccata: sua madre aspetta un bambino (è lui “l’uomo che verrà”) che nascerà proprio nel 1944, all’inizio dell’offensiva tedesca lungo le campagne emiliane
Per accentuare l’atmosfera (in un’operazione davvero ben riuscita) il film è in lingua originale (il dialetto bolognese di quelle zone, spesso incomprensibile) sottotitolata in Italiano: un pò come abbiamo visto in Baària di Tornatore.
Le interpretazioni degli attori sono davvero convincenti (bravissime Alba Rohrwacher e Greta Zuccheri Montanari nel ruolo di Martina) e il film è pieno di amore, emozione, tristezza.. una pellicola tutta italiana (dal budget ridotto: 3 milioni di euro) che consigliamo se volete avere un quadro maggiore di cosa successe e se volete vedere un film di spessore.