Oscar 2018 – La categoria Miglior Scenografia

Le ambientazioni, gli oggetti, il modo in cui si fondono con la trama, funzionalmente ed esteticamente. Così affascinante, così intrisa di significato, la scenografia è in grado di raccontare storie senza bisogno di parlare.

Per il tempo di un film, lo spettatore può ritrovarsi in un’altra epoca, su un altro pianeta, in un sogno. Esplorare un mondo esistente o che non c’è mai stato.

Sono anche questi gli elementi che concorrono a dare bellezza e veridicità ad una storia, sono loro a costituire lo sfondo giusto su cui disegnarne gli intrecci. Tutto questo è possibile grazie al lavoro fondamentale di scenografi e responsabili delle decorazioni artistiche, studiosi e costruttori di mondi capaci di dosare fantasia, ricerca e lavoro manuale per regalarci grandi emozioni.

Tutti noi abbiamo ancora negli occhi, e le avremo per sempre, le magnifiche e originali immagini di “La La Land”, quel gioco di luci, ambienti, oggetti e colori che ha reso così unico il successo del film di Damien Chazelle. Nel 2017 fu proprio il musical con Emma Stone e Ryan Gosling ad essere premiato per la Miglior Scenografia, realizzata dai bravissimi Sandy Reynolds-Wasco e David Wasco.

Quet’anno, altri cinque meravigliosi lavori corrono per la vittoria. Ecco quali sono.

LA BELLA E LA BESTIA

Titolo originale: Beauty and the Beast
Regia: Bill Condon
Cast: Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Emma Thompson, Kevin Kline, Ewan McGregor, Ian McKellen
Scenografia: Sarah Greenwood
Set Decoration: Katie Spencer
Paese: Stati Uniti
Uscita italiana: 16 marzo 2017
Nomination agli Oscar 2018: 2

Interni da sogno, oggettistica dalle decorazioni retrò, gusto dei dettagli. Sono le atmosfere da favola che fanno rivivere sul grande schermo uno dei più bei classici del cinema Disney. La scenografia in stile rococò, ispirata alla Francia del XVIII secolo, è uno dei fiori all’occhiello del film, specchio del romanticismo che pervade la storia d’amore unica nel suo genere tra Belle e il bel principe intrappolato da un incantesimo nel corpo di una bestia. Eleganza e maestosità caratterizzano l’ottimo lavoro di Sarah Greenwood e Katie Spencer, un sodalizio suggellato dalla doppia candidatura agli Oscar 2018, che permette alla coppia, ancora in cerca della prima vittoria, di raggiungere un totale di sei nomination in carriera.

 

BLADE RUNNER 2049

Titolo originale: Blade Runner 2049
Regia: Denis Villeneuve
Cast: Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas, Jared Leto, Sylvia Hoeks, Robin Wright, Dave Bautista
Scenografia: Dennis Gassner
Set Decoration: Alessandra Querzola
Paese: Stati Uniti
Uscita italiana: 5 ottobre 2017
Nomination agli Oscar 2018: 5

L’arredatrice di scena triestina Alessandra Querzola rappresenta l’orgoglio italiano nella corsa alla statuetta per la Miglior Scenografia. Il suo ottimo lavoro insieme a Dennis Gassner, sei volte candidato all’Oscar e una volta vincitore (nel 1992 con “Bugsy”), regala al film di Villeneuve un set di grandissimo impatto, tra maestosità e giochi di luce artificiale. Atmosfere futuristiche che danno il senso dell’evoluzione distopica di un mondo che ha visto integrarsi umani e replicanti. Un ambiente che appare insieme tecnologico e selvaggio, cinico e imponente. Un universo estetico intriso di fascino perfettamente in linea con l’epicità di un cult fantascientifico del calibro di “Blade Runner”.

 

L’ORA PIÙ BUIA

Titolo oririnale: Darkest Hour
Regia: Joe Wright
Cast: Gary Oldman, Kristin Scott Thomas, Lily James, Stephen Dillane, Ronald Pickup, Ben Mendelsohn, Nicholas Jones
Scenografia: Sarah Greenwood
Set Decoration: Katie Spencer
Paese: Regno Unito
Uscita italiana: 18 gennaio 2018
Nomination agli Oscar 2018: 6

Sono ancora una volta gli interni arredati con classe e senso storico ad assicurare a Sarah Greenwood e Katie Spencer la nomination agli Oscar 2018. Dalla sfarzosità de “La Bella e la Bestia” alla formalità degli ambienti anni ’40, teatro della concitata e pensierosa riflessione del Primo Ministro Inglese Winston Churchill. Un clima raccolto e istituzionale, classico ma ugualmente contraddistinto da un tocco di stile e di originalità. Il set creato è espressione della tensione emotiva del personaggio, con interni cupi ed opprimenti che ci portano nel dietro le quinte di una decisione politica così importante e decisiva. Nelle intenzioni di Sarah Greenwood anche quella di restituire una Londra spenta e spaesata, specchio del delicato periodo storico raccontato dal film.

 

DUNKIRK

Titolo originale: Dunkirk
Regia: Christopher Nolan
Cast: Tom Hardy, Cillian Murphy, Mark Rylance, Kenneth Branagh, James D’Arcy, Harry Styles, Aneurin Barnard
Scenografia: Nathan Crowley
Set Decoration: Gary Fettis
Paese: Regno Unito, Stati Uniti, Paesi Bassi, Francia
Uscita italiana: 31 agosto 2017
Nomination agli Oscar 2018: 8

Se “L’ora più buia” si gioca al chiuso della burocrazia, “Dunkirk” ricostruisce un’altra pagina della stessa storia, quella più fisica e concreta che si sviluppa all’aperto. Il lavoro scenografico del film di Christopher Nolan sfrutta al massimo l’estetica degli esterni e degli elementi naturali come la spiaggia, il cielo e il mare.  Non per questo passano in secondo piano gli elementi prettamente antropici, i quali ricoprono un ruolo fondamentale per l’impatto visivo delle scene e per la fedeltà storica che “Dunkirk” intende esaltare. È lo stesso Nolan a perseguire questo realismo, con la ricerca tra i collezionisti di armi, imbarcazioni e oggetti il più possibile originali dell’epoca e l’utilizzo di ambientazioni reali. In questo senso, è davvero encomiabile la riuscita del lavoro di Nathan Crowley, fido collaboratore del regista, e di Gary Fettis. Entrambi sono alla loro quarta candidatura, la seconda in condivisione.

 

LA FORMA DELL’ACQUA

Titolo originale: The Shape of Water
Regia: Guillermo Del Toro
Cast: Michael Shannon, Sally Hawkins, Richard Jenkins, Michael Stuhlbarg, Octavia Spencer, Doug Jones, Lauren Lee Smith
Scenografia: Paul Denham Austerberry
Set Decoration: Shane Vieau, Jeff Melvin
Paese: Stati Uniti
Uscita italiana: 14 febbraio 2018
Nomination agli Oscar 2018: 13

Anche in “The Shape of Water” sono le ambientazioni interne a denotare le atmosfere dell’intero lavoro, un gioco di squadra armonioso come un’orchestra che ha coinvolto tutti i reparti e che ha portato all’ottenimento di ben 13 nomination. La storia, poetica e commovente, si svolge in gran parte all’interno di un laboratorio governativo dei primi anni ’60, tra colori freddi che richiamano le tonalità acquatiche e voluminosi macchinari dal sapore vintage dediti a misteriosi esperimenti. Un ambiente asettico, ma accattivante, che gioca sui contrasti tra scienza e sentimento. Lo scenario è in bilico tra il reale e il fantastico, tra la storia, arte  e l’immaginario. Un effetto suggestivo che è parte integrante della forza del film di Guillermo Del Toro. Per lo scenografo Paul Denham Austerberry e per gli arredatori Shane Vieau e Jeff Melvin si tratta della prima candidatura da parte dell’Academy.

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Alberto Pinto,Blogger dall’indole geniale e creativa. Attento, divertente, pungente, appassionato di musica, cinema e tutto ciò che è comunicazione. Penna originale e ironica, mai banale. Sempre pronto a buttar l’occhio al di là delle apparenze, dove gli altri non sempre guardano.

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