Johnny Depp – l’eterno ragazzo dai mille volti

Sorprendente, appassionato e incredibilmente bravo. Johnny Depp è l’eterno ragazzo dai mille volti del cinema. Genio e sregolatezza, una vita fatta di esperienze, di curiosità e di forza di volontà.

 

È l’arte, l’amore per le origini e la capacità di proiettarle verso il futuro ad indicare la strada a Johnny, un ragazzino introverso e precoce, che molto presto ha sfiorato l’incubo della droga, della sregolatezza e della passione per le donne. Scelte sbagliate, matrimoni avventati e una vita sopra le righe a cui gli affetti, la musica e l’amore per la recitazione hanno saputo trovare l’antidoto nella disciplina e nella professionalità che ancora oggi, superati i cinquant’anni, lo contraddistinguono.

 

Essere disciplinati, però, non vuol dire non saper rompere gli schemi e non sapersi innovare, qualità che in Johnny Depp non passano certo inosservate.

 

Se l’amore per la musica, per il gospel e per la chitarra non tardano a manifestarsi (con la sua rock band arriverà ad aprire i concerti di Iggy Pop e dei Talking Heads),la passione per la recitazione arriva quasi per caso e grazie ad un incontro illuminante. Johnny ha appena 21 anni quando incontra Nicholas Kim Coppola, nipote del regista Francis Ford Coppola e conosciuto come Nicolas Cage.

 

I due sono quasi coetanei, ma Nicolas ha già delle esperienze nel mondo del cinema e, avendo notato la predisposizione di Johnny, lo convince a partecipare ad un provino. Il ragazzo ottiene la parte e prima della fine dell’anno è al cinema nell’horror cult “A Nightmare on Elm Street”, dove interpreta Glen, una delle vittime dello spietato Freddy Krueger.

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Dopo la partecipazione al film “Posizioni promettenti” è un grande maestro del cinema a notare le performance di Johnny Depp. È Oliver Stone a chiamarlo per il suo “Platoon”, film del 1986 che fa incetta di premi Oscar. Johnny ha il piccolo ruolo di un soldato durante la guerra del Vietnam, ma il mondo della recitazione sembra averlo conquistato e il suo nuovo lavoro di attore, iniziato quasi per gioco, continua ad aprirgli nuove opportunità di avere successo.

 

Dopo tre anni da protagonista nella serie televisiva “21 Jump Street”, che accresce di gran lunga la sua popolarità, anche grazie al suo fascino da bello e dannato che conquista milioni di telespettatrici, Johnny è pronto ad un grande ritorno al cinema. Il 1990 è l’anno del musical “Cry Baby” ma soprattutto dell’inizio del suo lungo e proficuo sodalizio con Tim Burton, regista di grande personalità ed originalità, vero e proprio mago della cinepresa e conoscitore dei vari aspetti della produzione cinematografica.

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Il meraviglioso personaggio che Burton ha creato per Johnny Depp è il timido protagonista di “Edward mani di forbice”, è la storia di un ragazzo creato artificialmente da un inventore e che, a causa delle forbici che ha al posto delle mani, ha paura di confrontarsi con il mondo che lo circonda. Sarà la giovane Kim, di cui si innamora, a far conoscere il mondo ad Edward, che presto riuscirà a farsi voler bene da tutti, o quasi. La sua diversità e la sua vicinanza a Kim sono viste come delle minacce. La storia ha un epilogo malinconico e mette l’accento sui pregiudizi che spesso la società ha verso i più deboli, gli emarginati e i diversi, che isola senza conoscere veramente. Il film, oltre a mettere in risalto la straordinarietà di Johnny Depp (che per il suo Edward si è ispirato ai film di Charlie Chaplin) e della protagonista femminile, Winona Ryder, è anche galeotto per l’intensa relazione d’amore tra i due attori, che durerà circa quattro anni.

 

 

Il successo va di pari passo ad una vita privata turbolenta, alle soglie della droga e dell’alcol. Si tratta di un periodo che Depp non ha mai nascosto e da cui è venuto fuori grazie alle brutte esperienze e grazie ai risultati di un mondo che è pronto a dargli grandi soddisfazioni.

 

Dopo un piccolo ritorno nella saga di Nightmare e l’esperienza nel film “Il valzer del pesce freccia”, dove è diretto da Emir Kusturica, Depp partecipa a due importanti pellicole, entrambe datate 1993. La prima è la commedia sentimentale “Benny & Joon”per il quale ottiene una nomination ai Golden Globe. L’altro lavoro è “Buon compleanno Mr. Grape”, che lo vede accanto a Leonardo Di Caprio, che nel film interpreta suo fratello minore affetto da un grave ritardo e di cui solo lui può occuparsi.

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Nel 1994 le strade di Johnny Depp e di Tim Burton si incrociano nuovamente nel suggestivo “Ed Wood”, biografia di Edward D. Wood Jr, regista anni ’50 che spesso si vestiva da donna e il cui lavoro è ritenuto di basso livello. Il film, girato in bianco e nero, può contare su un eccezionale interpretazione di Depp, alle prese con le avventure professionali e private del regista.

In bianco e nero anche “Dead Man”, film di Jim Jarmush del 1995 dalle tinte western. Il 1995 è anche l’anno del thriller psicologico “Minuti contati”di John Badham, dove Depp è un semplice passante che viene minacciato. L’uomo ha ventiquattro ore di tempo per uccidere il governatore o sua figlia verrà assassinata.

 

Trame intriganti e personaggi sempre diversi in cui Johhny Depp riesce a calarsi con maestria e passione, non solo mentalmente, ma anche esteticamente, proponendo aspetti sempre diversi. La capacità di trasformarsi anima e corpo, di diventare letteralmente qualcun altro, è una costante della sua carriera e ha contribuito non poco a decretarne il successo e l’ammirazione da parte di un pubblico sempre più variegato, tanto maschile quanto femminile, e soprattutto senza tempo.

 

Altra caratteristica di Johnny Depp è quella di saper spaziare tra generi differenti, dal fantastico/fantascientifico al western, dal thriller al gangster movie. Storia di gangster e di pistole è “Donnie Brasco”, film del 1997 di Mike Newell dove Depp interpreta l’agente dell’Fbi infiltrato nella mafia newyorkese con l’identità di Donnie Brasco. Nel film Johnny, il ragazzino solitario che da piccolo strimpellava nella sua stanzetta, affianca uno dei mostri sacri del cinema di tutti i tempi, il grande Al Pacino.

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Nel 1997 è da collocare anche il suo esordio alla regia, con il film “Il coraggioso”. Nel film Depp interpreta un nativo americano, omaggiando le sue origini cherokee. Tra gli attori del film spicca un intramontabile Marlon Brando.

 

Il millennio si conclude in grande con la partecipazione a pellicole come “Paura e delirio a Las Vegas”, “Los Angeles senza meta” e “La nona porta” di Roman Polanski, in cui si mescolano esoterismo e horror. Sono le stesse tinte che caratterizzano un altro lavoro cult a cui Johnny Depp lega il suo nome: “Il mistero di Sleepy Hollow”. L’attore interpreta l’agente di polizia Ichabod Crane, che in una New York di fine ‘700 si trova ad indagare su una serie di misterioso omicidi. Per la terza volta le strade di Depp e di Tim Burton si incontrano, dando vita ancora una volta a qualcosa di originale e di straordinario. Una sintonia perfetta che Depp non manca di onorare, rifiutando persino un ruolo di immenso spessore come quello di Neo in “Matrix”.

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Negli anni successivi non manca di calarsi in ruoli inediti e profondi, come in “The man who cried”, dove interpreta un affascinante gitano nella Russia degli anni ’20, personaggio che per certi versi riprende in “Chocolat.

 

Con gli anni duemila Johnny Depp consolida la sua fama da re del trasformismo, tanto che i suoi personaggi sono sinonimo di veri e propri gioielli iconografici e il suo nome e garanzia di successo assicurato nel dar loro vita. Il 2001 vede l’attore prendere parte al tenebroso “La vera storia di Jack lo squartatore”, ma soprattutto vede l’inizio della fortunatissima saga di cui Johnny Depp e protagonista indiscusso, quella de “I Pirati dei Caraibi”. Nonostante la partecipazione di moltissimi nomi di punta del cinema, a brillare più di ogni altro è il suo Jack Sparrow, coraggioso capitano divenuto ormai un punto fermo dell’immaginario collettivo mondiale. Sagace e sarcastico il personaggio è diventato ispirazione e modello per milioni di fan.

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Oltre ai vari capitoli della saga diretta da Gore Verbinski, Depp non esita ad accettare nuove sfide, sempre portate a compimento in maniera vittoriosa e incisiva, facendo letteralmente impazzire gli spettatori per la sua ironia e le sue raffinate interpretazioni.

Inutile dire che la sua bravura nel sapersi trasformare in personaggi sempre nuovi ed estremi trova un alleato d’eccezione nel suo complice di vecchia data, quel Tim Burton in grado di creare dal nulla mondi straordinari, colorati e dalle regole sovvertite. I due collabora ancora in film di enorme successo.

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Dopo aver recitato in “C’era una volta in Messico”, diretto da Robert Rodriguez nel 2003, insieme ad Antonio Banderas e a Salma Hayek, ritroviamo Johnny Depp al servizio del suo pigmalione ne “La fabbrica di cioccolato”, dove interpreta un irresistibile Willy Wonka, eccentrico personaggio con alle spalle una storia complicata. Nel 2007 è la volta di “Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street”, che gli vale una nomination agli Oscar e una vittoria ai Golden Globe come miglior attore protagonista.

Nel 2010, invece, recita il ruolo del Cappellaio Matto nel meraviglioso “Alice in Wonderland”, dove affianca Mia Wasikowska e l’amica e più volte compagna di set Helena Bonham Carter.

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Non solo Tim Burton, ma anche moltissimi altri lavori di pari validità, come l’avvincente “Parnassus” con Heath Ledger, l’action thriller “Nemico pubblico” di Michael Mann e il thriller “The Tourist” al fianco di Angelina Jolie, che tra le varie ambientazioni vede la meravigliosa laguna di Venezia.

 

Negli ultimi anni rinnova ancora una volta la collaborazione con i due registi con cui ha conosciuto il maggiore splendore. Nel 2012 è Barnabas Collins nell’horror “Dark Shadows” firmato da Tim Burton, che lo ha di fatto eletto suo attore chiave. L’anno successivo è Gore Verbinski a dirigerlo, non più nei panni di Jack Sparrow, ma in quelli di Tonto, il protagonista di “The Lone Ranger”.

 

Se davvero la vita comincia a cinquant’anni Johnny Depp ne è la prova evidente. Un percorso professionale originalissimo, diverso da qualunque altro collega della sua età. Per nulla banale, bollito o appassito, Johnny Depp si affaccia al futuro con la gioia di un ragazzino, ma con le consapevolezze di un uomo che nella vita ha camminato spesso tra il baratro e il successo, tra eccessi, donne meravigliose, pericoli e successi, ma restando sempre in piedi.

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Una ricchezza del cinema che affronta il suo lavoro con lo spirito giusto e con la curiosità che ogni attore dovrebbe avere, quella che lo porta a mettersi in gioco, a sperimentare e a non prendersi troppo sul serio perche nella vita, come direbbe il capitano Sparrow, è tutta questione di atteggiamento.

Alberto Pinto,Blogger dall’indole geniale e creativa. Attento, divertente, pungente, appassionato di musica, cinema e tutto ciò che è comunicazione. Penna originale e ironica, mai banale. Sempre pronto a buttar l’occhio al di là delle apparenze, dove gli altri non sempre guardano.

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