Django Unchained: un tipico film di Tarantino, ma con qualcosa in più

Django Unchained è l’omaggio personale di Quentin Tarantino al film spaghetti-western Django del 1966, diretto da Sergio Corbucci e interpretato da Franco Nero, che in questo film realizza un cameo di pochi minuti.

La storia è tipica di un western: l’eroe, nero in tempo di schiavitù, deve liberare la sua bella Broomhilda dalle grinfie di un latifondista con i denti gialli, Calvin Candie (Leonardo DiCaprio), e per farlo realizza un piano con il suo compare, il Dr. King Shultz (Christoph Waltz, il marito di Kate Winslet in Carnage, visto anche in Bastardi senza gloria). Il film ha già incassato milioni di dollari nella prima settimana di uscita, e si appresta probabilmente a sbancare gli Oscar, perlomeno nella categoria Miglior Attore, per la quale Christoph Waltz ha già vinto un Golden Globe (e meritatamente).

Per il resto il film è un tipico film di Tarantino, con sparatorie, scene esilaranti qua e là, un po’ di splatter e molta violenza. Da morir dal ridere la scena in cui gli adepti del Ku-Klux-Klan non riescono a vedere quasi nulla a causa dei loro cappucci fatti un po’ artigianalmente; esagerate anche molte scene di sangue, che schizza ovunque in modo inquietante. Ma ciò che dà quel qualcosa in più al film è l’interpretazione di Christoph Waltz, l’attore austriaco che si è già fatto notare per il suo ruolo in Bastardi senza gloria (sempre di Tarantino). Il suo Dr. King Shultz è indimenticabile, con la sua eleganza, la sua prontezza con la pistola e la sua leziosaggine. Da notare anche il cameo di Tarantino, che come al solito non riesce a resistere alla tentazione di comparire in un suo film, e si fa esplodere con della dinamite.

In definitiva, vi consiglierei di vedere questo film? Sì, se vi aspettate di vedere un tipico film western: Tarantino fa quello che promette, e lo fa bene. Ma non vi aspettate una gran trama o molte emozioni, perché Django è esattamente quello che sembra: un western all’americana, con molto sangue e dei grandi attori.

Una curiosità: il film è pieno di anacronismi, inseriti apposta; ricordatevi che siamo ancora nel 1858, come sottolinea la didascalia ad inizio film. La dinamite per prima cosa: Alfred Nobel produsse il preparato di nitroglicerina e farina fossile solo nel 1867. Gli occhiali da sole nell’America del XIX secolo non potevano esserci; poi la riproduzione del busto di Nefertiti, che non era stata ancora scoperta .
Anche l’arte di spillare la birra non era conosciuta nell’Ottocento: allora la si versava semplicemente nel bicchiere da botti situate dietro il bancone. E anche Per Elisa, la composizione di Beethoven, sarà resa nota al pubblico solo nel 1867. E voi, li avevate trovati tutti?

Laureata in Filologia Classica, classe 1989, ama scrivere delle sue passioni e di ciò che la circonda. Le piace vivere in mezzo alla natura.

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