“Passannante”, l’altro lato del cinema italiano



Curiosa vicenda quella raccontata in “Passannante”, dramma storico tutto italiano diretto da Sergio Colabona e in sala a partire dal 24 giugno.

E’ la storia di un cuoco anarchico che minacciò con un coltellino il re Umberto I e fu punito con la condanna a morte, la distruzione della casa e la chiusura in manicomio della madre e della sorella. Prima di morire, però, Passannante fu chiuso per molto tempo in una cella sotto il livello del mare, da cui uscì cieco e con forti disturbi psichici, tanto da essere portato in manicomio. Dopo la morte il suo corpo fu sezionato e fu sepolto solo molti anni dopo, nel 2007, dopo molte battaglie burocratiche.

E’ in film molto insolito, soprattutto per il cinema italiano, che scava nel biografico e nell’aneddotico per raccontare un episodio sconosciuto, ma intenso e significativo.

Tra gli interpreti della pellicola di Colabona ci saranno artisti quali Fabio Troiano, Bebo Storti e Roberto Citran.

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