RED



Red non è forse la scelta più quotata dell’offerta cinematografica attuale, ma desta nello spettatore il gusto e la soddisfazione per una serata entusiasmante e avventurosa, nonché sorprendentemente divertente. Un cast d’eccezione e di rara imponenza ed una trama originale, che strizza un po’ l’occhio ai vecchi film d’azione tutti spionaggio e pallottole. Il racconto è fluido, dinamico e cattura l’attenzione e il pathos dello spettatore, tanto da generare commenti e scambi di vedute in una sala non piena, ma vivamente partecipe, di un normale giovedì sera.

L’esperienza cinematografica è anche questa. Sono pochi i film che riescono ancora ad avvicinare il pubblico, a rendere normale il confrontarsi e il socializzare con gli altri, con persone sconosciute che in quel momento condividono con te l’emozione del grande schermo, la tensione per i personaggi e l’odore forte e bruciacchiato dei popcorn. Nulla che un solitario streaming notturno potrà mai equiparare.

Red è uno di questi film, godibile e saziante.

LA TRAMA
Frank Moses (Bruce Willis) è un ex agente della CIA a cui la pensione sta stretta. Agente di stampo antico, dalla tempra forte e coraggiosa.  Frank conduce una vita ritirata, rassegnato al fatto di non poter vivere la normalità a causa dei sacrifici cui il suo mestiere l’ha costretto. L’unico svago di Frank è una relazione telefonica con una centralinista dell’ufficio pensioni, Sarah (Mary-Louise Parker). Frank si accorge che qualcuno sta cercando di ucciderlo e, dopo aver intuito che anche Sarah è in pericolo, la raggiunge e la forza a scappare con lui. Sarah è sconvolta da quest’incontro burrascoso, ma tuttavia è affascinata da Frank, e da quest’improvvisa svolta avventurosa che è entrata nella sua vita. Frank deve cercare di scoprire chi è che ce l’ha con lui e per questo durante la sua fuga si fa aiutare dai componenti della sua vecchia squadra. Joe (Morgan Freeman) un saggio e simpatico ottantenne che, dopo aver partecipato alle operazioni più prestigiose, trascorre i suoi ultimi giorni di malattia in una casa di riposo; Marvin (John Malkovich), strampalato ex agente con il pallino delle armi, e Victoria (Helen Mirren) delicata, ma tenace, che ha dovuto rinunciare all’amore della sua vita per onore della CIA. Si scoprirà che è proprio la CIA, manovrata da giochi politici, ad avercela con Frank e con i segreti che custodisce e che lo catalogano come RED (reduce estremamente distruttivo). Tra colpi bassi, sacrifici, vecchie rivalità trasformate in alleanze e punti di vista differenti tra una vecchio e un nuovo modo di gestire l’avventura nella CIA, Frank tenterà di mettersi in salvo e costruire una relazione stabile con Sarah, grazie all’aiuto di un alleato speciale.

Un film che appassiona facilmente, che diverte e fa riflettere.
Unica pecca sui disvalori e su un velato gusto sadico che trapela più di una volta, anche con eclatanti forzature nell’uso di armi rocambolesco e fine a sé stesso, o nella leggerezza di alcune battute sulla tristezza del non uccidere più con la stessa frequenza di un tempo. A controbilanciare tutto questo, c’è da dire, sono accesi i valori dell’amicizia e della famiglia, posti davanti agli affari o alla vita stessa.

Ottima la scelta degli interpreti, che riescono ad incarnare la malinconia per una vita dedicata al pericolo e ai giochi di potere e per la rinuncia della propria realizzazione privata, e allo stesso tempo l’amore per l’avventura e la nostalgia del gioco di squadra, di una vita attiva ormai svanita con la vecchiaia. C’è da dire che, così come nel film gli agenti in là con gli anni danno una lezione alle nuove leve, allo stesso modo Willis, Freeman, Malkovich e la Mirren hanno dato dimostrazione che l’esperienza, la longeva professionalità e il carattere possono realizzare un gran film, pur senza puntare su attori giovanissimi.

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