C’è chi dice no

Entusiasmante, frizzante, incisivo. “C’è chi dice no” ci proietta nella lotta di tre giovani italiani qualunque costretti a combattere per veder realizzati i propri sogni. Non sognano ville a Miami o vagonate di soldi, ma semplicemente sognano di poter svolgere i lavoro per cui sono maggiormente portati.

Irma (Paola Cortellesi) è un medico di grande bravura che sta per essere assunta, ma viene scavalcata dalla nuova fidanzata del suo capo e per questo deve rinunciare a mettere su famiglia col suo compagno. Samuele (Paolo Ruffini) è un avvocato che, dopo anni passati a fare l’assistente si vede sfumare l’opportunità di fare il ricercatore a causa della raccomandazione del genero del suo professore. Infine Max (Luca Argentero) lavora come giornalista, ma al suo posto viene assunta la figlia di un noto scrittore. Tutti e tre si ritrovano ad una cena di ex compagni di classe e quando si accorgono che tutti gli altri hanno fatto carriera grazie alle “spintarelle” decidono di ribellarsi.

I tre si organizzano e cominciano a perseguitare a suon di scherzi e minacce coloro che li hanno ostacolati. Facendo ricorso a incendi, droghe, minacce, violazioni di domicilio e altri espedienti illegali, le cose iniziano a migliorare. Irma viene assunta dopo che la sua rivale prende coscienza di quanto accaduto e degli imbrogli svolti dal fidanzato. Max finge di essere interessato ad Enza, la collega che gli ha rubato il posto, che convince il padre a farlo assumere. In questo modo Max mette a rischio il rapporto con gli amici, che gli rinfacciano di aver agito come un raccomandato, soprattutto si inclina il rapporto con Irma, con la quale stava nascendo una storia.

La situazione di Samuele è la più complicata, tra l’altro la polizia sta per scoprire tutto, nonostante gli ostacoli causati dal capo (che per ironia della sorte è un raccomandato). I tre amici mettono su una banda chiamata “I pirati del merito” per professare la loro lotta contro i raccomandati, distribuendo efficaci voltanti. Decidono di mettere alle strette il professore universitario che impedisce la carriera di Samuele e riprendono di nascosto la prova di come tutto il sistema sia governato dalle raccomandazioni.

I tre amici decidono di non pubblicare il video poiché avvertiti dai poliziotti, ma cambiano idea quando vedono le condizioni disagiate di chi si è visto licenziare dopo aver protestato.

E’ un film intelligente e fatto con intelligenza, un film che fa capire quanto questo odioso sistema stia uccidendo il nostro paese, e quanto sia insopportabile per gli italiani. “C’è chi dice no” ci coinvolge e ci fa gioire per le perfide vendette dei protagonisti. Nonostante il rischio fosse alto, non c’è ombra di buonismo, c’è solo tristezza nella presa di coscienza che al meccanismo del “fine che giustifica i mezzi” si possa contrapporre solo il medesimo, e che ad essere punito, nei fatti, è solo chi lo usa come contromossa. Per gli altri, per quelli che da sempre governano il sistema con i giochi di potere, non resta che la punizione morale (ammesso che gliene importi qualcosa).

Ottima l’interpretazione e la simpatia dei tre protagonisti, scelti con criterio. Ottimi la sceneggiatura e il richiamo degli eventi, così come le musiche, in un lavoro tecnico  a dir poco eccellente.

Alberto Pinto,Blogger dall’indole geniale e creativa. Attento, divertente, pungente, appassionato di musica, cinema e tutto ciò che è comunicazione. Penna originale e ironica, mai banale. Sempre pronto a buttar l’occhio al di là delle apparenze, dove gli altri non sempre guardano.

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