Al cinema i Malavoglia del duemila
Dopo il neorealista “La Terra Trema”, con cui nel 1948 Luchino Visconti portava in scena “I Malavoglia” adattandoli alla povertà e alle difficoltà del dopoguerra, mantenendo la poesia e la drammatica ambientazione siciliana (scenica e linguistica), il meraviglioso romanzo di Giovanni Verga sta per essere nuovamente riadattato per il grande schermo.
Il film uscirà a fine aprile e si chiamerà semplicemente “Malavoglia”. Personaggi, luoghi e vicende restano quelli: il tenace Padron ‘Ntoni con i suoi saggi proverbi, La sfortunata Provvidenza che naufragando costringe la famiglia siciliana ad una povertà forzata e a sacrifici immani. La vendita della casa del Nespolo simbolo del disgregamento della famiglia. Una famiglia umile e lavoratrice devastata dagli eventi e dallo smantellamento dei valori man mano che le generazioni vanno avanti.
Anche in questo caso, come nel precedente viscontiano, il regista Pasquale Scimeca ha voluto riadattare la vicenda alla contemporaneità, inquadrando le disgrazie di Bastianazzo, ‘Ntoni e gli altri in una Sicilia moderna, la Sicilia del terzo millennio degli sbarchi clandestini, dei fuoristrada e del rap che riuscirà ad aiutare la famiglia nel riacquisto della casa e nel conseguente cammino verso il ritrovamento del calore familiare.







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