Stanno tutti bene
Com’è semplice mentire quando si ha paura della verità. Com’è semplice nascondersi dietro ad una bugia pur di far felici i propri cari. Com’è semplice credere alle bugie quando si ha paura di affrontare la verità.
“Stanno tutti bene” è un film commovente, che pur mantenendo una certa pacatezza riesce a prenderti in un modo incalzante, insistente e quasi fastidioso. E’ un film sul rapporto genitore-figlio, ma non solo. E’ un film che ti coinvolge e ti appassiona, che dice molto di te stesso e che dice molto di tutti.
LA TRAMA
Uno straordinario Robert De Niro veste i panni di Frank Goode, un pensionato ancora molto attivo, ma rimasto prematuramente vedovo. Frank ha passato una vita a fare sacrifici, costruendo cavi elettrici, per assicurare ai suoi quattro figli il futuro che hanno sempre sognato, o che forse ha sempre sognato lui. Deluso da una mancata riunione di famiglia, organizzata con estrema premura, ma mancata da tutti i figli, Frank decide di partire, contro le raccomandazioni del suo medico, e raggiungere ciascun figlio nelle zone più disparate degli Stati Uniti, senza dir nulla a nessuno di loro. Il primo della lista è David, un artista, quello con cui ha avuto maggiori divergenze, ma in fondo quello a cui tiene maggiormente. Arrivato a New York, però non lo trova e va via intristito. Successivamente fa visita agli altri tre figli, Amy, Robert e Rosie. Ognuno di loro lo accoglie felicemente, ma presto si accorge che i tre nascondono qualcosa. Solo quando Frank sta per tornare a casa veniamo al bandolo della matassa. Frank si sente male, e in una meravigliosa scena onirica, in cui vediamo Frank con i suoi figli ancora bambini, da sfogo a tutto ciò che ha intuito sulla reale vita dei figli. Scopriamo che nessuno di loro è davvero felice della propria vita, ognuno ha a che fare con delle situazioni difficili, la fine di un matrimonio, una gravidanza indesiderata e tenuta nascosta, o l’insoddisfazione lavorativa. Tutte cose che i ragazzi confidavano alla loro madre, e che lei a sua volta teneva nascoste a Frank, poiché è molto più facile dire che va tutto bene, piuttosto che dare dispiaceri a chi si vuol bene. Unico tassello mancante è David, la cui sorte verrà poi tragicamente svelata dai tre fratelli con grande dolore di Frank. Col passare del tempo Frank troverà il modo di ricongiungersi con suo figlio, seppur mentalmente, e dirsi in qualche modo ciò che non si sono mai detti.
E’ un film molto particolare, che gioca molto sull’effetto spiazzamento. Fino alla fine lo spettatore non intuisci come si evolveranno le cose, cosa che non si può dire della maggior parte dei film, scontati e poco originali. “Stanno tutti bene”, forte anche dell’originale omonimo di Giuseppe Tornatore, del 1990 con Marcello Mastroianni, è un film che colpisce dritto al cuore e ti intenerisce, pur lasciandoti in bocca quel sapore dolceamaro tipico della vita.
Grande prova di maestria di tutto il cast, menzione d’onore per l’eccezionale Robert De Niro (la cui bravura, la cui verve e la cui capacità di aderire al personaggio emergono a 360 gradi), grande riuscita di tutti i protagonisti e grande impatto della storia, semplice ma calzante in ogni suo punto e in ogni suo richiamo. Notevoli gli accorgimenti allo stile e alla sceneggiatura, ottimi i collegamenti della trama e le ambientazioni. Film vivamente consigliabile e da rivedere con piacere.







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