Oliver Stone racconta il Vietnam in “Pinkville”
Da sempre Oliver Stone ha riservato una particolare attenzione alla guerra del Vietnam, conflitto che ha segnato particolarmente la vita del grande regista, anche inevitabilmente dal punto di vista artistico, spesso denunciando gli errori/orrori dell’esercito statunitense.
In questo periodo Stone sta tornando a lavorare su un progetto già avviato, ma interrotto a suo tempo dallo sciopero degli sceneggiatori. Si tratta del massacro di My Lai, avvenuto nel lontano 1968, ma troppo vicino nel dolore e nell’indignazione di un mondo troppo poco “civile” di quanto si decanta.
L’episodio a cui si ispira Stone è l’uccisione di 347 civili vietnamiti, in particolare anziane, donne e bambini, caduti senza resistenza e senza motivo.
Il film si chiamerà “Pinkville” e quasi certamente avrà come protagonista Shia LeBeouf, attore fresco ma già interprete di film importanti e di ottime performance, come quella in “Wall Street: il denaro non dorme mai”, sempre di Oliver Stone.
“Pinkville” è un film di denuncia, che avrà il merito, come altre opere di Stone e di altri registi a riguardo, di perpetuare nella memoria di tutti fatti di estrema gravità e di estremo dolore, che hanno contribuito, come pochi altri, a condizionare la storia del mondo.







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