Michael Douglas is back



Michael Douglas è un signore del cinema, che non svolge questo lavoro per beneficiare degli inevitabili privilegi, per l’amore per il denaro o per la fama. Michael Douglas svolge il suo lavoro con dedizione, con amore, con passione. Egli ha fatto del cinema la sua ragione di vita ed è proprio al cinema che si aggrappa per tenersi stretto ad essa in un momento difficile come può essere la lotta contro la malattia, una di quelle brutte che non guarda in faccia a nessuno.

Michael Douglas sta combattendo la sua battaglia contro il cancro con risultati che fanno ben sperare, ed ora sta provando a riprendersi la sua vita e tornare nel suo regno con l’entusiasmo di sempre e un nuovo interessante lavoro, un biopic sul musicista italo-polacco Wladziu Valentino Liberace, tragicamente scomparso nel 1987 a causa dell’AIDS.

Il film, adattamento del romanzo “Behind the Candelabra (My life with Liberace)” di Scott Thorson, sarà diretto da Steven Soderbergh e vedrà impegnato anche Matt Damon, nei panni dell’amante del popolare artista.

Un grande segnale quello di Michael Douglas, un segnale di forza, di speranza, di voglia di vita. Un messaggio esemplare per chi, pur trovandosi in situazioni moralmente e fisicamente devastanti, deve trovare la voglia di vivere e di farcela nelle cose che ama fare, nelle proprie passioni, nei propri affetti e nella propria vita.

Michael Douglas ci insegna la vera essenza del “mito” hollywoodiano, non quello che esalta la propria unicità, la propria eccentricità e la propria superiorità, ma colui che dà l’esempio restando nella semplicità dell’uomo comune, con le sue gioie, i suoi dolori, le sue paure e le sue speranze.

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