La scuola NON è finita…
La scuola, ancora oggi, è il luogo di massima espressione per chi, come i ragazzi, si affaccia alla vita pubblica, non solo intesa come vita mondana, ma anche come vita sociale e politica, nel senso etimologico del termine. A scuola il ragazzo si sente ascoltato, non nell’esposizione mnemonica delle vicende delle guerre puniche, non nelle versioni di Plinio il Vecchio, ma nelle proprie idee, che impara ad esporre senza paura, ascoltando gli altri, ma soprattutto ascoltando sé stesso.
Oggi ancora un altro film vuole ribadire il concetto che la scuola è il luogo più importante per i giovani, un luogo che deve offrire stimoli, metodi, interesse, un luogo che oggi è avvilito da tagli, riforme e controriforme, che sempre più spesso dimenticano l’importanza fondamentale dei ragazzi, il futuro…il nostro futuro.
E’ proprio Valerio Jalongo, un insegnate, a munirsi di cinepresa e raccontare il triste spaccato di vita scolastica di una scuola di periferia, in cui riforme, tagli e lotte studentesche si incrociano con la vita di docenti e studenti: quella di Valeria Golino e Vincenzo Amato, due prof in crisi matrimoniale, e quella di Fulvio Forti, uno studente che, tra droga ed eccessi, cerca di rinascere attraverso l’amore per la musica.
“La scuola è finita”, titolo dalla doppia quanto inquietante interpretazione, che ci auguriamo, nel nostro tempo, ci possa ricordare soltanto l’inizio di un’assolata e spensierata estate.







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